Donald Trump invia asset strategici in Corea del Sud

La Corea del Sud annuncia la decisione della Casa Bianca che non ha ancora commentato. Si cerca un messaggio politicamente coerente, non destabilizzante, militarmente chiaro

La Corea del Sud ospiterà entro l’anno asset strategici americani in rotazione. E’ quanto ha annunciato (precedendo anche il Pentagono) Chung Eui-young, a capo dell'Ufficio per la Sicurezza Nazionale della Corea del Sud.

“Da oggi gli Stati Uniti avranno la possibilità di schierare i propri asset strategici intorno alla penisola coreana per contrastare meglio le minacce militari della Corea del Nord. La distribuzione rotativa delle risorse militari chiave dell'America nella penisola è stata concordata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dal suo corrispettivo della Corea del Sud Moon Jae-in, durante l’ultima seduta dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La distribuzione avverrà entro la fine dell’anno ed incrementerà le nostre capacità di difesa. Washington ha garantito il suo impegno in forma scritta. Il trattato di difesa reciproca degli alleati comporta la fornitura di tutte le capacità di deterrenza estesa, incluso l'arsenale nucleare. Assicurare le capacità contro le minacce nucleari e missilistiche nordcoreane è il nostro compito più urgente. Dobbiamo rafforzare ulteriormente il nostro sistema di difesa missilistico”.

La Corea del Sud non specifica quali asset strategici statunitensi saranno implementati nella penisola, ma solitamente con tale frase si identificano bombardieri e piattaforme stealth con capacità nucleare ed i sottomarini Ohio.

“La deterrenza estesa si riferisce all'impegno statunitense nel difendere il suo alleato mobilitando tutte le capacità militari, nucleari e convenzionali, contro le provocazioni del Nord”.

La deterrenza estesa, un messaggio alla Cina

La deterrenza estesa rientra nella strategia di difesa tra Washington, Seul e Tokyo per arginare l’espansione della Cina. Come partner commerciale più grande e importante dell'America, concorrente strategico in Europa, in Africa e occasionalmente collaboratore nella lotta contro l’Isis, la Cina è determinante per l’economia e la sicurezza globale e nazionale degli Stati Uniti rispetto alla Corea del Nord. L'assertività crescente nel Mar Cinese Meridionale, il suo rapporto con il Giappone ed il confine con l'India sono tutti punti focali che potrebbero superare di importanza la Corea del Nord e che, potenzialmente, potrebbero trascinare gli Stati Uniti in una guerra. Eppure le relazioni con Pechino si vedono attraverso le lente della Corea del Nord, paese del tutto irrilevante se paragonato alla Cina.

Un messaggio politicamente coerente, non destabilizzante, militarmente chiaro

Così come abbiamo rilevato a più riprese, l’artiglieria della Corea del Nord potrebbe devastare Seul ancor prima della risposta militare americana e sudcoreana. La Corea del Sud (si attende il comunicato del Pentagono), annuncia l'arrivo di asset strategici in patria per mostrare un assoluto impegno dell’alleanza militare con gli Stati Uniti. Tuttavia ci si chiede quali di questi asset la Casa Bianca possa davvero schierare.

Non avrebbe senso inviare piattaforme strategiche disarmate

Logisticamente parlando, la Corea del Sud non possiede alcuna pista di atterraggio in grado di ospitare i B-52. Il Pentagono non invierà mai i suoi pochi e preziosissimi B-2, potenzialmente nel raggio dell’artiglieria e dei missili nordcoreani. Il B-1B è stato denuclearizzato e non rientra negli asset strategici. Guam è l’unica piattaforma di lancio nel Pacifico occidentale sia per i bombardieri strategici B-2 e B-52 che per le piattaforme convenzionali B-1

Inviare una manciata di caccia F-22 e piattaforme tattiche F-35? Probabile, ma solo nel caso in Corea del Sud venissero reintrodotti asset nucleari per consentire tali capacità di proiezione (comunque limitata e non in grado di decapitare la linea di comando).

I sottomarini classe Ohio, infine, fanno periodicamente scalo in Corea del Sud durante le annuali esercitazioni congiunte. Tuttavia la loro presenza in un porto sarebbe tatticamente irrilevante poiché non offrirebbe una reazione strategica immediata, già garantita dall’architettura Ohio ridondante in mare. In ogni caso, si dovrà valutare la reazione del Nord.

Si cerca quindi un messaggio politicamente coerente, non destabilizzante, militarmente chiaro.

Rimosse le restrizioni sul peso del carico utile delle testate della Corea del Sud

All’inizio del mese il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rimosso le restrizioni sul peso del carico utile delle testate della Corea del Sud, fissate secondo accordo bilaterale a 500 kg. Secondo il Ministero della Difesa di Seul, un carico utile potenzialmente illimitato è necessario per rispondere alle minacce nucleari e missilistiche della Corea del Nord. La decisione è stata assunta dopo il sesto test nucleare di Pyongyang. Trump ha rimosso le precedenti restrizioni sul carico utile delle testate del Sud per “migliorare le capacità di difesa del paese”. Resta invariata la massima distanza utile per i missili, secondo quanto previsto nell’ultima linea guida aggiornata al 2012 (precedentemente nel 2001), fissata ad 800 km (500 miglia). Trump ha dato la sua approvazione concettuale ad una nuova fornitura di armi ed attrezzature militari alla Corea del Sud per un valore di svariati miliardi di dollari.

I missili balistici della Corea del Sud

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti di concerto con il Dipartimento di Stato, effettua periodicamente una revisione delle linee guida siglate con Seul per adeguarle al contesto attuale. L’accordo bilaterale firmato nel 1979 tra Stati Uniti e Corea del Sud, forniva le linee guida sul carico utile specifico e sul raggio dei missili sviluppati a livello nazionale (180/300 km per 500 kg). La proiezione missilistica delle Forze Armate della Repubblica di Corea si basa attualmente sui vettori balistici a propellente solido Hyunmoo 2A (300 km) e 2B (500 km) con testata da 500 kg. Entro la fine dell’anno dovrebbe entrare in servizio una nuova versione del sistema Hyunmoo-2C con raggio esteso di 800 km. Con un raggio utile di 800 km, se la Corea del Sud lanciasse i suoi missili dall’isola di Jeju, potrebbe colpire l’intero territorio della Corea del Nord. Nel giugno dello scorso anno, Seul ha testato con successo due missili Hyunmoo-2B in grado di trasportare un carico utile di una tonnellata a 500 km. La versione 2C del sistema Hyunmoo è stata progettata per ospitare una testata più pesante. La Corea del Sud ha anche sviluppato tre versioni del missile da crociera Hyunmoo-3, rispettivamente con raggio di 500 km nella variante A, 1.000 km (B) e 1500 km (C). I missili balistici guidati armati con una testata da una tonnellata, avrebbero una maggiore probabilità di penetrare i bunker corazzati del Nord. Speculazioni, infine, sulle specifiche dei sistemi Hyunmoo-3D/Hyunmoo-4.

La flotta pesante degli Stati Uniti

Costruiti in ventuno esemplari (uno perso in un incidente nel 2008), il B-2 è l’unico asset a bassa osservabilità dell’aeronautica USA a cui è demandata la proiezione strategica. L'Air Force manterrà il B-2 in servizio attivo fino al 2058. Il nuovo bombardiere subsonico a lungo raggio strategico, denominato B-21 Raider, entrerà in servizio soltanto nel 2025.

La proiezione strategica statunitense si basa prevalentemente sul bombardiere a lungo raggio Boeing B-52, che effettuò il suo primo volo nel 1952. Dei 744 B-52 costruiti, ne restano in servizio soltanto settantasei, aggiornati alla configurazione H. Il B-52 può trasportare 31.500 kg di carico bellico. L’intera flotta riceverà un nuovo aggiornamento che prevede la riconversione del lanciatore rotativo strategico esistente in uno convenzionale, consentendo al B-52 di trasportare internamente armi intelligenti o a guida GPS. L'upgrade aumenta la capacità, la quantità e la varietà di armi imbarcabili in configurazione clean wing. I lanciatori, che possono essere spostati da un bombardiere ad un altro, sono in grado di lanciare otto JDAM (Joint Direct Attack Munitions). Futuri aggiornamenti dovrebbero permettere il trasporto misto di missili aria-superficie ed inganni radar miniaturizzati. Il B-52 non è stato pensato per penetrare le difese nemiche moderne, ma per trasportare i missili da crociera nucleari a lungo raggio e per il bombardamento in ambienti permissivi.

L’intera linea supersonica Rockwell International B-1B Lancer, infine, è stata denuclearizzata. Il B-1B, schierato anche in Siria ed Iraq, è in grado di volare per dieci ore senza rifornimento e porta con se 84 bombe da 500 libbre (240 kg). Progettato per bombardare l’Unione Sovietica si è trasformato in una piattaforma di supporto alle truppe sul terreno. Il bombardiere strategico (B-1A) a geometria variabile, si è evoluto in una piattaforma per la penetrazione a bassa quota con missili da crociera (B-1B). Dopo la fine della guerra fredda, la flotta B-1B è stata privata del suo scopo principale per cui era stata progettata e per molti anni è stata sull’orlo del ritiro dal servizio. Così come spesso accade per piattaforme private della causa progettuale, i nuovi contesti hanno ridato linfa al programma B-1, oggi formato da sessanta bombardieri sui 102 costruiti.

La quota operativa del B-1 lo rende meno vulnerabile dell’A-10. Quest’ultimo è presente in quasi tutti i contesti che hanno visto impegnati gli americani. A-10 che ancora oggi non sono utilizzati in ruoli offensivi bensì di esclusiva copertura. L’USAF utilizza in Iraq e Siria (ambienti permissivi) delle task force formate dalle piattaforme A-10 e B-1. Entrambe sono impiegate nel Close Air Support, sebbene offrano soluzioni tattiche diverse. Se da un lato l’A-10 si dimostra imbattibile nel CAS ravvicinato, dall’altro mette comunque a repentaglio la vita del pilota (sebbene sia progettato per incassare un numero impressionante di colpi). Ciò impone una responsabilità politica non indifferente. Il B-1B, operando a media ed alta quota, riduce tali possibilità contro nemici che non dispongono di una copertura missilistica di ultima generazione. Le piattaforme come il B-1B sono efficaci quando dirette dai JTAC sul terreno.

Reintrodurre asset nucleari in Corea del Sud

La possibilità di reintrodurre armi nucleari tattiche in Corea del Sud, ritirate più di 25 anni fa, sarebbe altamente provocatoria. Se Trump decidesse in tal senso, la base aerea di Osan, a meno di 50 miglia a sud della capitale Seoul, sarebbe la prima struttura estera ad ospitare asset nucleari dalla fine della guerra fredda. Altamente provocatoria, potrebbe soltanto esacerbare i già precari rapporti con Pyongyang, considerando altamente remota la possibilità di un attacco nucleare preventivo ed esporre la Corea del Sud nei confronti della Cina.