Ecco chi sono i "nemici" interni da cui deve guardarsi Trump

Il presidente Trump manterrà le promesse fatte in campagna elettorale? È presto per poterlo dire. Di certo dovrà stare attento a chi gli remerà contro: a partire dai deputati e i senatori Repubblicani

Paul Ryan, Donald Trump e Mitch McConnell

Archiviato l'insediamento ufficiale alla Casa Bianca, con tanto di polemiche (pretestuose) sul numero di chi è sceso in piazza per salutarlo, la "marcia delle donne" del giorno seguente e i primi decreti esecutivi firmati per contrastare l'Obamacare, Donald Trump è chiamato ora a un duro lavoro. Che ovviamente non farà da solo ma su cui (altrettanto ovviamente) dovrà mettere la faccia. Andiamo con ordine: prima di tutto la sanità. Trump ha promesso di sostituire l'Obamacare con un'altra riforma sanitaria. Al Washington Post però ha promesso che tutti i cittadini americani saranno coperti dalle cure sanitarie e le case farmaceutiche saranno costrette a ridurre i loro prezzi.

Per quanto riguarda l'immigrazione, altro tema portante della campagna elettorale, in ballo c'è la costruzione (o meglio il prolungamento) del muro anti immigrati al confine con Messico, i cui costi dovrebbero essere (nelle intenzioni del presidente) ripagati dal paese confinante. Ma si è parlato anche di rimandare a casa due milioni di stranieri illegali, di controlli più rigorosi sugli immigrati e regole più strette per la concessioe dei visti.

Capitolo economia. Per rifare l'America di nuovo grande Trump ha promesso una crescita economica annuale di almeno il 4% e la creazione di 25 milioni nuovi posti di lavoro durante il suo primo mandato. Annunciate tariffe punitive alle imprese americane che trasferiranno all'estero i posti di lavoro. Lo slancio alle imprese passerà dalla riduzione delle tasse (comprese le le aliquote fiscali). E ha promesso di far passare dal 35% al 15% quella sulle imprese. I minori introiti per l'Erario dovrebbero essere compensati dalla crescita. Vedremo se sarà sufficiente o meno.

Sul fronte dell'energia il presidente intende abolire le "barriere" imposte all'industria per difendere l'ambiente, e rilanciare vecchi progetti accantonati da Obama come l'oleodotto Keystone. Inoltre vuole far uscire gli Stati Uniti dagli "accordi di Parigi" sul clima. Da quando è sceso in campo Trump batte con insistenza sul tema della rinegoziazione degli accordi commerciali. A partire dal Nafta (North american free trade agreement) e dal dall'accordo della Trans Pacific Partnership.

Infine sul capitolo Difesa: pur ripetendo di non voler fare più guerre e interventi in giro per il mondo, Trump ha assicurato di voler irrobustire il bilancio militare (con conseguente aumento della spesa pubblica) e che ha intenzione di riformare la Nato, per far pagare più contributi agli altri paesi membri.

Sul tappeto, come si intuisce da questa veloce (e di certo incompleta) carrellata, i temi sono numerosi. E tutti importanti. Sulla carta Trump, appena insediatosi, ha il vento in poppa, dato che il Partito repubblicano controlla entrambi i rami del Congresso. Quindi, almeno sulla carta, Trump può realizzare tutto ciò che ha promesso. O almeno provarci. Ma è davvero così? In realtà no. Dovrà fare i conti non tanto con l'opposizione democratica ma con un "nemico interno". I deputati e i senatori repubblicani che, pur essendo dalla sua parte, non ne condividono (tutte) le idee. A partire dall'aumento della spesa pubblica (per finanziare infrastrutture e Difesa) e l'inevitabile aumento del debito pubblico.

Paolo Magri, vicepresidente e direttore dell'Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi, è convinto di una cosa: "L’agenda è estremamente ambiziosa - dice a Linkiesta - riforma fiscale, piano di investimenti in infrastrutture, interventi per contrastare l’immigrazione irregolare, lo smantellamento di Obama care. In alcuni, limitati, ambiti potrà agire con decreti presidenziali o con nomine di collaboratori fidati (come nel caso delle agenzie di regolamentazione finanziaria o ambientale) e quindi agire con tempestività. Per tutto il resto dovrà passare dal Congresso che è si controllato dai repubblicani, ma non necessariamente da repubblicani allineati alle sue politiche".

"Sosterranno per esempio - prosegue Magri - il piano di investimenti che per anni hanno negato a Obama? Saranno a favore della cancellazione dell’accordo commerciale con Messico e Canada che introdusse un altro presidente repubblicano come George Bush senior? Staremo a vedere".

Inoltre c'è da dire che al Congresso diverse lobby industriali (beneficiarie dei grandi trattati internazionali) faranno di tutto per arginare la spinta "isolazionista" del presidente. E le lobby, si sa, sono potenti perché finanziano le rielezioni dei politici ad ogni livello, sia nazionale che federale. È ancora presto per dire se Trump manterrà (e in che misura) le promesse fatte in campagna elettorale. Di certo dovrà fare de compromessi. Perché il presidente non può fare tutto da solo, ha bisogno del sostegno del Congresso. E Trump, che gli piaccia o no, dovrà fare di tutto per diventare "amico" di Paul Ryan (speaker del Congresso) e Mitch McConnell (leader della maggioranza repubblicana al Senato).

Commenti

agosvac

Lun, 23/01/2017 - 13:48

Che il compito che si è assunto Trump non sia tra i più facili, è indubbio. Io, però, non mi fiderei troppo di un bocconiano perché se è stato della scuola di monti, allora non credo abbia imparato granché.Monti ha dimostrato di avere poche idee e tutte poco chiare!

congonatty

Lun, 23/01/2017 - 13:53

Quali polemiche pretestuose? Il concetto di 'alternative facts' e' pretestuoso, significa che indipendentemente dalla verita' si puo' sempre credere a qualcos'altro. Forse e' un aspetto che il Giornale, in quanto organo di informazione, dovrebbe sviluppare approfonditamente.

paolonardi

Lun, 23/01/2017 - 14:02

Finalmente una voce intelligente e scientificamente corretta sul clima. Abolizione delle tasse antiinquinamento e rinuncia all'accordo di Parigi; parole sante e maggior disponibilita' di risorse da investire. La diminuzione delle tasse ha sempre portato ad un aumento delle entrate statali per un incremento degli scambi come dimostrato da Reagan e Bush senior.

ex d.c.

Lun, 23/01/2017 - 14:36

Se realizzerà il 20-30% del programma sarà comunque un successo ed un gran passo avanti del suo Paese.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Lun, 23/01/2017 - 14:49

Purtroppo avrà tutti contro. Che schiaffo sarebbe per tutti se lui riuscisse a fare bene! Verrebbe osannato, e loro ( gli invisiosi) non se lo possono permettere.

bmcseawolf

Lun, 23/01/2017 - 15:33

Chi ha scritto questo articolo, di Trump non capisce un cacchio.

dakia

Lun, 23/01/2017 - 15:58

Non capisco perché tutti questi studiosi tipo Macrì non escono a fare prevenzioni anche sugli statisti italiani, oppure per loro qui va tutto ok? sono gente ridicola che fa solo e sempre polemica in casa d'altri. Trump ha fatto un programma e da lavoratore qual è cercherà di fare del suo meglio sicuramente nonostante i gufi che pronosticano l'inverso. rafforzare un paese militarmente non è detto che vada solo in guerra, osservate i disastri dell'ambiente italiano, se ci fossero militari e attrezzature in loco e non lo spazzaneve più qualificato del mondo in artico e i suoi militari invece che in mesoarabia o pakistan, ma in casa, le cose sarebbero meno tragiche per il nostro paese. così è per i sussidi che hanno favorito gente che vive solo di ciò, vengono a ritirare il denaro e se ne tornano ai loro paesi svenando i governi.dica Macrì se ques'ultima è economia.

gpl_srl@yahoo.it

Lun, 23/01/2017 - 16:28

attenzione quando parlano quelli della Bocconi! questi signori portano solo grandi disgrazie e data la loro reale incompetenza , spesso portano anche una grande sfortuna: basta pensare a cosa ha comportato per l' italia l' esperienza del professor Monti che benedetto dall' emerito, in america Trump li avrebeb licenziato a pedate nel sedere nel giro di 100 giorni.

greg

Lun, 23/01/2017 - 17:46

Sacchelli, mi scusi se intervengo, ma lei lo sa che Trump è, prima che un politico, un pragmatico imprenditore con le palle? Secondo come la vedo io, che sento la gente della strada parlare convinta del voto che hanno dato a Trump, se lui ha ribadito nel suo discorso di insediamento l'intenzione di realizzare il suo programma, significa che sarà uno schiaccia sassi con chi gli remerà contro. Fra due anni ci sono le elezioni di Mid Term, e agli elettori ci vorrà ben poco a non riconfermare quei senatori o congressisti che vorranno contrastarlo e contrastare la rinascita dell'America. Lei dimentica che Trump ha vinto dopo 8 anni di disastrosa presidenza Obama/Hillary Clinton, e che hanno perso soprattutto perchè gli elettori li hanno puniti, Questo lo sa Trump e lo sanno gli elettori, e il Presidente degli Stati Uniti è veramente potente. Gli basta iniziare a fare il messaggio alla nazione settimanale indicando chi rema contro.

Ritratto di mauriziogiuntoli

mauriziogiuntoli

Lun, 23/01/2017 - 18:20

Economia e finanza sono ovunque una lotteria. Nessuno ci azzecca ma tutti parlano. Han ragione quelli che parlano dopo. E neanche tutti. Ora è di moda Trump. I suoi avversari sono bombaroli guerrafondai ed assassini, lui non ha ammazzato nessuno ma l'assassino è lui. Gli avvinazzati e drogati di Hollywood van capiti. Per loro è pubblicità. Per i politici invece..pure. Quando credono che qualcuno abbia più palle di loro fanno i ruffiani o lo avversano: è la stessa cosa. Trump è appena nato e per essere peggiore dei democrat dovrà lavorare anche la notte. Ma dubito che possa far peggio di Kennedy Obama Clinton Carter Roosvelt Truman e compagni. Impresa impossibile, perfino Grilloballa l'ha capito. Maradona non si sa.

Antimafioso

Lun, 23/01/2017 - 18:58

paolonardi ### Ma che storie sono queste??? QUESTA sarebbe una voce intelligente e corretta sul clima? Vuoi vivere in un ambiente avvelenato? Puo' darsi, o forse sei un milliardario come Trump che anche in quelle condizioni riuscira' a costruirsi un bunker confortevolissimo o qualcos'altro di impenetrabile tanto che la vostra vita non cambiera'. E come la mettiamo con le persone normali che dipendono in larga misura dalla natura e dall'ambiente? Io ero un po' contento quando ha vinto Trump le elezioni....Per 5 minuti, fino ad avere letto cosa stava per combinare contro l'ambiente, con gli inquinatori che sta mettendo al potere dappertutto. Clinton e' altrettatto orribile per molte cose che sapete tutti, soprattutto perche' voleva scatenare altre guerre, che non e' certo meglio che distruggere l'ambiente, pero' fra tutti i punti del programma di Trump, quello dell'alleanza con gli inquinatori e' uno che non quadra con il resto, e' da pazzi!

alox

Mar, 24/01/2017 - 12:14

...intanto il Muro lo pagano gli Americani!

alox

Mar, 24/01/2017 - 12:18

Il problema di Trump e' Trump (rivedere il discorso dell'inaugurazione) che dipinge l'America come un Paese povero e disastroso: non lo e' e a parte la depressione del 1929 non lo e' MAI STATO dalla fine della Guerra Civile. Il tutto Grazie ad una economia CAPITALISTA di MERCATO, una Grande Costituzione, il Rispetto ed il Fatto che NESSUNO e' al di sopra della legge (anche LUI)! Il popolo Americano da sempre Nazionalista e' un popolo di Immigrati i quali hanno visto una rivincita nei confronti dei Paesi d'origine... Trump con le sue uscite sprezzanti, minacciose nei confronti degli immigrati, delle minoranze e delle ditte incrementa le sempre presenti divisioni sociali ed economiche...mi auguro che il vice Pence e le altre persone capaci nella suo cabinet riescano ad isolare questo ignorante narcisista e renderlo inefficace, magari ingolosirlo con le sue soap opere preferite!

alox

Mar, 24/01/2017 - 12:19

Trump con le sue uscite sprezzanti, minacciose nei confronti degli stranieri, delle minoranze e delle ditte incrementa le sempre presenti divisioni sociali ed economiche...mi auguro che il vice Pence e le altre persone capaci nella suo cabinet riescano ad isolare questo ignorante narcisista e renderlo inefficace...

alox

Mar, 24/01/2017 - 12:20

Il problema di Trump (rivedere il discorso dell'inaugurazione) e' che dipinge l'America come un Paese povero e disastroso: non lo e' e a parte la depressione del 1929 non lo e' MAI STATO dalla fine della Guerra Civile. Il tutto Grazie ad una economia CAPITALISTA di MERCATO, una Grande Costituzione, il Rispetto ed il Fatto che NESSUNO e' al di sopra della legge! Il popolo Americano da sempre Nazionalista e' un popolo di Immigrati! I quali hanno visto una rivincita nei confronti dei Paesi d'origine...