Ecco le proposte della Commissione Ue

In sette punti, ecco le proposte dell'Unione europea per affrontare l'emergenza immigrazione

Ecco il pacchetto di proposte che la Commissione europea ha messo a punto per affrontare l'emergenza immigrazione.

1. Ricollocazione di emergenza di 120mila rifugiati da Grecia, Italia e Ungheria: dopo "l'impressionante aumento degli attraversamenti illegali delle frontiere negli ultimi mesi, sulla rotta del Mediterraneo centrale e orientale ma anche sulla rotta dei Balcani occidentali, occorre intervenire d'urgenza. La Commissione propone di ricollocare 120mila persone in evidente bisogno di protezione internazionale dall'Italia (15.600), dalla Grecia (50.400) e dall'Ungheria (54.000). La ricollocazione segue una chiave di distribuzione obbligatoria fondata su criteri obiettivi e quantificabili (40% per il volume della popolazione, 40% per il PIL, 10% per la media delle domande di asilo presentate in passato, 10% per il tasso di disoccupazione) e si applicherebbe ai richiedenti cittadini di paesi che hanno una percentuale di riconoscimento medio a livello dell'Ue pari o superiore al 75%. Questa nuova proposta si somma alla proposta della Commissione del maggio scorso di ricollocare 40mila persone". Inoltre, "la ricollocazione sarà corredata di un sostegno pari a 780milioni di euro dal bilancio dell'Ue agli Stati membri partecipanti, compreso un prefinanziamento del 50% per garantire che le amministrazioni pubbliche a livello nazionale, regionale e locale dispongano dei mezzi per intervenire con grande rapidità". Clausola di solidarietà temporanea: "Se per motivi giustificati e obiettivi (...) uno Stato membro non può temporaneamente partecipare in toto o in parte a una decisione di ricollocazione, sarà tenuto a versare un contributo finanziario al bilancio dell'Ue per un importo dello 0,002% del suo Pil". La Commissione europea analizzerà i motivi, la mancata partecipazione non potrà superare i 12 mesi. In caso di partecipazione parziale alla ricollocazione, l'importo sarà ridotto in proporzione.

2. Meccanismo permanente di ricollocazione per tutti gli Stati membri: "Come indicato nell'agenda europea sulla migrazione, la Commissione propone un meccanismo di solidarietà strutturato che può attivare in qualsiasi momento per aiutare gli Stati membri dell'UE che si trovassero a affrontare una situazione di crisi e il cui regime di asilo fosse sotto estrema pressione a causa di un afflusso massiccio e sproporzionato di cittadini di paesi terzi". In questi casi, "si applicano gli stessi criteri di distribuzione, obiettivi e verificabili, delle proposte di ricollocazione d'emergenza".

3. Elenco dei Paesi d'origine sicuri: "La Commissione europea propone un regolamento inteso a stabilire un elenco europeo comune dei Paesi d'origine sicuri", che "consentirà di trattare più rapidamente le singole domande di asilo" e "accelerarne il rimpatrio se la valutazione individuale della domanda conferma che non sussistono le condizioni del diritto all'asilo". La Commissione "propone di inserire l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, l'ex Repubblica iugoslava di Macedonia, il Kosovo, il Montenegro, la Serbia e la Turchia", mentre altri possono essere aggiunti in futuro.

4. Migliorare l'efficacia della politica di rimpatrio: "La Commissione ha elaborato un manuale comune sul rimpatrio e un piano d'azione dell'Ue in merito. La Commissione ha presentato un piano d'azione dell'UE sul rimpatrio che definisce le misure immediate e le misure a medio termine che gli Stati membri devono adottare per favorire il rimpatrio volontario, rafforzare l'attuazione della direttiva Rimpatri, migliorare la condivisione delle informazioni, rafforzare il ruolo e il mandato di Frontex nelle operazioni di rimpatrio e creare un regime integrato di gestione dei rimpatri. In parallelo, la Commissione ha adottato un manuale sul rimpatrio che offre alle autorità nazionali competenti istruzioni pratiche per l'esecuzione del rimpatrio dei migranti che non hanno diritto di restare nell'Unione europea. Il manuale sarà lo strumento principale di formazione sulle norme e procedure per gli esperti che applicano la direttiva Rimpatri 2008/115".

5. Appalti pubblici per le misure di sostegno dei rifugiati: "Gli Stati membri devono rispondere in modo adeguato e rapido ai bisogni più impellenti dei richiedenti asilo: alloggio, generi di prima necessità, servizi. La comunicazione di oggi fornisce indicazioni alle autorità nazionali, regionali e locali su come fornire tali servizi in modo semplice, veloce ed efficiente nel rispetto della normativa unionale". (Segue) gng/com

6. Dimensione esterna della crisi dei rifugiati: "Si sostengono le iniziative diplomatiche che cercano soluzioni politiche ai conflitti in Siria, Iraq e Libia" e "la lotta contro la criminalità organizzata dedita al traffico di migranti è un'altra priorità, segnatamente con l'operazione in mare EUNAVFOR MED. Nell'ambito della cooperazione con i Paesi terzi sono inoltre stati firmati complessivamente 17 accordi di riammissione e 7 accordi di partenariato per la mobilità. L'UE intende approfondire il dialogo ad alto livello in corso con i partner fondamentali sul tema della migrazione, ad esempio nei processi di Rabat e Khartoum con i paesi africani, nel processo di Budapest con i paesi dell'Asia orientale e centrale, nella prossima conferenza che si terrà ai primi d'ottobre e nel vertice della Valletta previsto per l'11-12 novembre".

7. Fondo fiduciario per l'Africa: La Commissione ha stanziato 1,8 miliardi di euro per un 'Fondo fiduciario di emergenza per la stabilità e per affrontare le cause profonde della migrazione irregolare in Africa', al fine di "migliorare la stabilità e affrontare le cause profonde dei flussi di migrazione irregolare nelle regioni del Sahel, del Lago Ciad, del Corno d'Africa e dell'Africa settentrionale". La Commissione attende "anche dagli Stati membri un contributo attivo, all'altezza delle ambizioni dell'Unione". Inoltre, la Commissione sottolinea che "tutti devono dar prova di responsabilità nell'applicare le regole comuni dell'Ue. A tal fine, questa settimana la Commissione inasprisce anche le procedure d'infrazione, laddove necessario per far rispettare le regole, e applica un metodo basato sui 'punti di crisi' negli Stati membri in prima linea, onde assisterli nell'applicazione delle norme comuni dell'UE sull'asilo (vedi MEMO/15/5597)". Contesto gng/com