Elezioni Regno Unito: "Così ho aiutato Cameron"

Oggi le elezioni più incerte della storia inglese. Un italiano racconta la campagna elettorale vista da dentro, sognando di vederne di simili in Italia

Non che i Conservatives permettano a tutti gli italiani espatriati in Inghilterra di prendere parte alla loro campagna elettorale. Ma a molti sì. Devono però avere un profilo preciso, spesso sono laureati, studiosi di scienze politiche o che comunque possano vantare anni di istruzione universitaria e post-universitaria. È l'"higher education" quella che cercano i partiti del Regno Unito per combattere la dura campagna elettorale che oggi si conclude con il responso delle urne. Lorenzo Castellani, 26 anni e una laurea in giurisprudenza, fa ricerca al King's College di Londra. Studia le riforme della pubblica amministrazione, guarda a Cameron con interesse e sogna anche in Italia un partito conservatore che prenda spunto dai colleghi inglesi e dai repubblicani americani.

Un'idea che anche Berlusconi ultimamente ha presentato come ipotesi capace di riportare il centrodestra al governo. Lorenzo non è il solo. "Conosco molti italiani che fanno compagna elettorale per i partiti inglesi nei vari collegi disseminati in tutta l'isola, anche qualcuno schierato con i laburisti". Perché la Londra che attira non è solo quella economica della City. C'è anche un modello politico che affascina, quello di una sfida tra fazioni opposte che si gioca sul campo, a contatto con la gente nei collegi, "con pochi comizi e tanto tanto volantinaggio". Già, perché la campagna elettorale nel Regno Unito è fatta di manifesti da appendere per le strade, lettere di invito da recapitare a tutti gli iscritti al partito (o a chi ha dichiarato di averlo votato alle ultime elezioni) e volantini da distribuire a chi si incontra per strada. "Molto più e con un approccio ben diverso che in Italia" - ci spiega Lorenzo - "qui c'è maggiore attenzione ai piccoli gruppi, alle associazioni e alle singole persone: è una ricerca di voti che si gioca nel face to face". Anche il sistema elettorale, è ovvio, aiuta eccome. Il maggioritario con collegi uninominali in cui vince il seggio chi ottiene più preferenze in una lotta senza esclusione di colpi, obbliga i leader politici e tutti i candidati a racimolare voti in ogni angolo della strada. "I candidati sono più postini che politici nel senso italiano del termine", perché dopo aver formato piccoli gruppi di persone dello staff e avergli consegnato una zona da battere in lungo e in largo, si impegnano anche loro ad imbucare le lettere. "Ad un incontro elettorale ho scambiato qualche battuta con una signora pensando fosse una semplice militante e invece era il Ministro per la Proprietà Intellettuale, la Baroness Lucy Norte-Wolfe".

Dal suo racconto traspare un certo sconforto per come si svolgono invece le tornate elettorali nel Belpaese, incentrate principalmente su televisioni e talk show. Tre giorni intensi nel collegio di Chippenham a Sud-Est di Londra quelli di Lorenzo, per sostenere Michelle Donelan e la vittoria finale di Cameron. Anche se, qualora i Conservatives risultassero il primo partito, questo probabilmente non basterà per formare un governo stabile come da tradizione all'ombra di Buckingam Palace. I sondaggi, infatti, parlano di un pareggio tra democratici e laburisti con due scomodi invitati al banchetto delle poltrone parlamentari: l'Ukip di Nigel Farage e lo Scottish National Party, il partito indipendentista scozzese vero ago della bilancia. Un risultato così incerto che tutti i leader hanno girato in lungo e in largo i collegi in bilico, come quello di Chippenham, all'ultima elezione andato ai Liberal-Democrats e dove sono arrivati militanti e sostenitori dai collegi di fatto già virtualmente assegnati (vinti o persi che siano). Ad affascinare molti giovani del centrodestra italiano non è solo il modo di raccogliere consenso. Ma anche la selezione dei candidati del partito conservatore, davvero meritocratica: una commissione valuta il curriculum, la presenza sui media e, soprattutto, l'impegno sul territorio.

Gente calata dall'alto non se ne vede, insomma. Di quelli valutati idonei, viene stilata una lista da cui le associazioni locali scelgono il candidato che ha più possibilità di essere eletto. Poi inizia il viaggio attraverso conferenze, dibattiti e incontri programmatici sul territorio. "Questo permette di avere una classe dirigente di qualità" - sottolinea Lorenzo - e dovremmo importare questo modo di far politica, soprattutto nel centrodestra". Ma non è così semplice. Qui in Italia non c'è il maggioritario e non ci sono collegi unici. Abbiamo l'Italicum, "una legge elettorale fatta a misura di Renzi, ma che è sempre meglio del Consultellum". Il proporzionale spauracchio che avrebbe portato tanti piccoli partiti in Parlamento ed allontanato ancor di più il modello inglese. Una piccola consolazione nella speranza che Cameron vinca è qualcosa cambi anche nel centrodestra italiano.

Commenti

Gianca59

Gio, 07/05/2015 - 16:28

E' talmente diversa la campagna elettorale qui in UK che non me ne sono neanche accorto !

Tuvok

Gio, 07/05/2015 - 16:35

Il mio favorito e' sempre Nigel. Vai UKIP!!! No all'immigrazione clandestina e fuori dall'Europa!

Mr Blonde

Gio, 07/05/2015 - 17:51

Forza cameron