F-35 armati simulano attacco contro la Corea del Nord

L’esercitazione è durata complessivamente dieci ore. Simulato attacco simulato contro le strutture centrali della Corea del Nord

In risposta all’ultimo test balistico della Corea del Nord avvenuto lunedì scorso, Washington, Tokyo e Seoul hanno effettuato un’esercitazione aerea congiunta per quella che è stato definita come “una dimostrazione di forza per scoraggiare Pyongyang”.

Per la prima volta in volo quattro F-35B armati del Corpo dei Marine degli Stati Uniti in formazione con due bombardieri B-1B Lancer decollati dall’Isola di Guam e provenienti dalla base aerea di Ellsworth. La formazione americana si è ricongiunta con quattro FK-15K della Corea del Sud (ROAKF, Republic of Korea Air Force) e due F-15J da superiorità aerea del Japan Air Self-Defense Force.

Secondo il comando del Pacifico, la squadriglia composta dai quattro F-35B, attualmente rischierati nella base di Iwakuni, in Giappone, due bombardieri B-1B e due F-15J ha manovrato in formazione dalla città giapponese di Kyushu. Successivamente, gli aerei americani ed i quattro FK-15K sudcoreani hanno effettuato “manovre di attacco” rilasciando diversi sistemi d’arma nel poligono di Pil Sung, in Corea del Sud, a pochi chilometri di distanza dalla zona demilitarizzata. L’esercitazione è durata complessivamente dieci ore. Il comando del Pacifico Usa ed il Ministero della Difesa della Repubblica di Corea hanno descritto l’esercitazione come “un attacco simulato contro le strutture centrali del Nord”.

L'importanza di Guam

Guam è una piccola isola di circa 210 miglia quadrate nell'arcipelago delle Marianne, nel Pacifico occidentale. Ha una popolazione di 162.000 persone. In qualsiasi scenario convenzionale contro la Corea del Nord, Guam sarebbe al centro delle operazioni. L’isola è teoricamente alla portata dei missili balistici a raggio intermedio della Corea del Nord, motivo per cui è da sempre presente nella aggressiva retorica del regime. L’isola di Guam ospita un potente rischieramento statunitense come quello in rotazione nella base aerea di Anderson. La più importante base aerea statunitense ad ovest delle Hawaii, è l’unica piattaforma di lancio nel Pacifico occidentale sia per i bombardieri strategici B-2 e B-52 che per le piattaforme convenzionali B-1 (la flotta è stata denuclearizzata). Guam ospita anche Apra Harbor, potente base della Marina Militare Usa protetta sempre cacciatorpediniere missilistiche e da quattro sottomarini a propulsione nucleare classe Los Angeles. Attualmente, Apra Harbor ospita i sottomarini classe Los Angeles USS Topeka, USS Chicago, USS Oklahoma City e USS Key West armati con missili da crociera Tomahawk. Guam, infine, ospita anche diversi distaccamenti dei reparti speciali come i Navy Seal. L’isola è al riparo da qualsiasi attacco aereo, terrestre o navale, mentre sarebbe teoricamente alla portata della forza strategica della Corea del Nord. Guam è protetta da 48 intercettori del sistema THAAD su un sistema radar AN / TPY-2 in banda X in modalità di intercettazione terminale. Il Kinetic Kill del Terminal High Altitude Area Defense o THAAD, è ritenuto in grado di distruggere un missile balistico a medio e corto raggio grazie all’energia cinetica da impatto. Non è mai stato utilizzato in combattimento. Il raggio di intercettazione è di 200 km ad un'altitudine operativa di 150 km ed una velocità massima di Mach 8.24.

I dettagli sul rischieramento B-1B di Guam

L’intera linea supersonica Rockwell International B-1B Lancer è stata denuclearizzata. Il B-1B, schierato anche in Siria ed Iraq, è in grado di volare per dieci ore senza rifornimento e porta con se 84 bombe da 500 libbre (240 kg). Progettato per bombardare l’Unione Sovietica si è trasformato in una piattaforma di supporto alle truppe sul terreno. Il bombardiere strategico (B-1A) a geometria variabile, si è evoluto in una piattaforma per la penetrazione a bassa quota con missili da crociera (B-1B). Dopo la fine della guerra fredda, la flotta B-1B è stata privata del suo scopo principale per cui era stata progettata e per molti anni è stata sull’orlo del ritiro dal servizio. Così come spesso accade per piattaforme private della causa progettuale, i nuovi contesti hanno ridato linfa al programma B-1, oggi formato da sessanta bombardieri sui 102 costruiti. Sono sei bombardieri Lancer B-1B attualmente schierati a Guam (ovviamente non è l’unica opzione) ed equipaggiati con il nuovo missile di precisione JASSM- ER, che potrebbe essere lanciato ben al di fuori del territorio nordcoreano grazie al suo raggio di 500 miglia nautiche. Il Pentagono ha identificato 24 siti di lancio nordcoreani di alto profilo. In ogni caso, qualsiasi attacco contro la Corea del Nord, comporterebbe la perdita di Seoul, a soli 40 miglia dal confine. L’opzione B-1, supportata da droni, caccia e missili da crociera lanciati da unità di superficie e dai sottomarini, dovrebbe rappresentare un messaggio politico di “buone intenzioni” nei confronti di Cina e Russia, a causa del loro equipaggiamento non nucleare. Tuttavia è un ragionamento pericoloso: scoppiato un conflitto, l’impiego di una piattaforma non nucleare sarebbe soltanto un dettaglio. Una guerra con la Corea del Nord sarebbe difficile, pericolosa e potenzialmente devastante per gli Stati Uniti ed i suoi alleati nella regione. Motivo per cui la Casa Bianca continua a posticipare qualsiasi azione militare. In ogni caso, il ricorso al nucleare sarebbe certo.

L'attacco convenzionale contro la Corea del Nord

La forza stimata per un attacco preventivo contro Pyongyang sarebbe di dieci bombardieri strategici B-2 equipaggiati con asset GBU-31 e GBU-57 e 24 F-22 che decollerebbero dagli aeroporti in Giappone e Corea del Sud. Non meno di 500 Tomahawk verrebbero lanciati a ondate da diverse piattaforme, compresi almeno due sottomarini classe Ohio riconvertiti in ruolo SSGN. Tale forza è ritenuta in grado di danneggiare gravemente tutte le infrastrutture connesse con il programma nucleare della Corea del Nord, così come tutte le armi stoccate nei siti corazzati e le principali strutture comando dell’esercito. La distruzione delle infrastrutture nucleari della Corea del Nord, potrebbe non essere sufficiente per annullare la ritorsione. Pertanto, anche se gli Stati Uniti possono essere ragionevolmente certi di arrestare un duro colpo all'infrastruttura nucleare nella prima ondata, sarebbe necessario un grado di cognizione assoluta per annullare ogni tipo di ritorsione.

Commenti

Demy

Ven, 01/09/2017 - 15:19

Non credo che gli Usa attaccheranno la Corea del Nord. In caso di attacco americano, la Corea del Sud avrebbe immensi danni, come la distruzione di aziende Usa che verrebbero asfaltate con perdita di trilioni di $. Meglio che si muova la diplomazia.

Demy

Ven, 01/09/2017 - 16:55

Altra dimostrazione di buon senso da parte americana.

gian paolo cardelli

Ven, 01/09/2017 - 20:58

Quando leggo i commenti ad articoli del genere mi torna in mente il bombardamento della Libia negli anni 80: tutti i media a commentare l'imminente attacco dalle portaerei... e poi l'attacco avvenne lato terra con gli F111 decollati dalla Gran Bretagna! Chi esprime giudizi in anticipo farebbe bene a ricordarselo...