Parigi, parla la fidanzata di Salah: "Ha rovinato anche la mia vita"

Nessun segno di ciò che stava per fare fino al giorno della strage. "Ma era diventato emotivo, piangeva...". Poi i fatti di Parigi

La vecchia e la nuova (possibile) identità di Abdelslam Salah

Della strage che stavano progettando a lei non aveva raccontato nulla. Nonostante questo, nei giorni precedenti agli attacchi di Parigi, Salah era sembrato strano, insolitamente emotivo, con qualcosa per la testa. È la ragazza di Abdeslam, uno degli uomini in azione per conto dell'Isis, a dire la sua a Le Parisien, dopo avere già testimoniato a Bruxelles.

Dal giorno della strage la ragazza giura di non avere più saputo nulla di Salah, che si è dato alla macchia. Racconta che lo incontrò la prima volta nel 2007. Lei aveva 15 anni, lui tre di più. "Era gentile, attento", ma anche "un festaiolo, che si divertiva tutti i fine settimana, girava i locali". Un'immagine lontanissima da quella del radicalizzato pronto a imbracciare le armi.

Poi qualcosa era cambiato. I due avevano iniziato a pensare a un possibile matrimonio. Lei a chiedergli di trovarsi un lavoro che garantisse loro un po' di sicurezza. "Visto che mi preoccupavo per la nostra relazione mi sono messa a piangere - racconta, ricordando quella sera prima della strage -. E lui, improvvisamente, anziché rassicurarmi come faceva di solito, si è messo a piangere anche lui. Abbiamo mangiato appena".

Nulla di sospetto, o quasi, fino a quando Salah ha deciso di entrare in azione. Voleva andare in Siria, racconta ancora la ragazza, ma parlava di "donne, bambini", di aiutare gli sfollati a causa della guerra e non piuttosto di imbracciare un mitra per unirsi alle schiere del jihad. Per questo la fidanzata non capisce. "Ha avuto dei genitori che gli hanno dato una buona educazione e lui ha distrutto le loro vite, la vita di centinaia di persone e ha distrutto la mia vita".

Soufiane e Samir

Le autorità belghe hanno intanto diffuso le fotografie di Samir Bouzid e Soufiane Kayal, o per meglio dire degli uomini che utilizzavano questi due due nomi. La sera del 13 novembre si sarebbero tenuti a lungo in contatto da Bruxelles con gli uomini dei commando di Parigi. Sarebbero tra i coordinatori della strage, ma se i loro volti ora sono noti, le carte d'identità sono con tutta probabilità false.

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Commenti

Silvio B Parodi

Mer, 06/01/2016 - 16:03

fra belgi e francesi I loro intelligence fanno pena non ne hanno combinato una che e' una di buono fallito su tutti I fronti.