Messico, rapito il figlio di "El Chapo"

Le autorità confermano le indiscrezioni, identificate le vittime del raid a Puerto Villarta: con il rapimento del figlio s'è aperta la lotta per detronizzare il re dei narcos che attende l'estradizione negli Usa

Le autorità messicane confermano le indiscrezioni: tra le persone rapite al ristorante La Leche di Puerto Vallarta c’è il figlio del Chapo Guzman, il re del narcotraffico centramericano arrestato dalle forze speciali della Marina nel suo quartier generale di Los Mochis nel gennaio scorso.

L’ufficialità, che ha confermato le primissime indiscrezioni trapelate dagli inquirenti, è arrivata nelle ore scorse quando il Fiscal General di Jalisco Eduardo Almaguer, nella cui giurisdizione ricade il territorio della città turistica dove s’è verificato l’attacco al locale, ha annunciato che tra gli ostaggi identificati dagli inquirenti c’è Jesùs Alfredo Guzmàn Salazar, figlio proprio del Chapo, del Capo dei Capi dei trafficanti del cartello di Sinaloa.

Le autorità messicane hanno diramato anche i nomi di altri tre ostaggi identificati, Josias Nahauli Rabago Borbolla, Victor Galvan Urena e Juan Daniel Calva Tapia. Per il momento non si hanno notizie nè elementi che identifichino, invece, i componenti del commando che ha fatto irruzione, nella notte tra domenica e lunedì scorso, nel ristorante La Leche.

Come riporta Diario de Mexico citando il Fiscal Almarguer, però, stata confermata la pista del regolamento di conti tra bande criminali e tutti gli indizi sembrano indicare che l’azione sia stata ideata, coordinata e diretta nell’interesse del Jalisco Nueva Generaciòn. Prima alleati, ora rivali, il Jnc lancia la sfida al potere del Chapo Guzman nel momento più delicato della sua carriera criminale: detenuto da gennaio in una località a ridosso del confine con gli Stati Uniti, attende l’estradizione verso l’America

Il figlio del Chapo, nel 2009, era stato segnalato come membro attivo del cartello di Sinaloa. Voleva seguire le orme paterne. Una carriera criminale prodigiosa che lo aveva portato a credere talmente tanto in se stesso da concedere interviste e a pianificare un film sulla sua storia. Ritenuto il più potente narcos del Messico, El Chapo – anche dalla prigione – riusciva a tenere le fila della sua organizzazione che portò, anzi, a rafforzarsi. Gli attuali nemici, come quelli della Nueva Generaciòn, non si sarebbero mai azzardati a un attacco così smaccato, già solo un anno fa.

Adesso con il rapimento del ristorante, in cui è stato rapito l’erede diretto di Guzman, s’è aperto un nuovo fronte di guerra in Messico.