Le fosse comuni dove vengono "dimenticati" i clandestini

Un report del governo messicano riporta alla luce il dramma delle fosse comuni nello Stato centroamericano

Un report rilasciato dal governo messicano ha riportato alla luce il dramma delle fosse comuni disseminate nello stato centroamericano. Il documento della Procuraduria General de la Republica (PGR) ha rivelato che da dicembre 2006 a febbraio 2015 sono stati ritrovati 601 cadaveri in 174 fosse comuni. Di questi l'80 per cento deve essere ancora identificato. Questo tipo di tombe è utilizzato dai cartelli della droga per nascondere i corpi delle loro vittime. Fra queste però non ci sono solo persone coinvolte nel traffico di stupefacenti, ma anche i clandestini che ogni giorno tentano di superare il confine con gli Stati Uniti.

Si tratta di normali cittadini provenienti da diversi stati del Sudamerica che tentano la fortuna verso una vita migliore, ma hanno la sfortuna di passare nei territori controllati dai narcos. Secondo il documento del PGR sono state trovate 49 fosse comuni solo nello stato messicano del Sonora, al confine con l'Arizona. Dentro una di queste anche le vittime del massacro del 2010 di San Fernando, il caso più eclatante. In quell'occasione 72 persone che stavano cercando di arrivare al confine con gli Usa furono rapite e poi fucilate dal gruppo criminale dei Los Zetas.

Secondo gli investigatori si trattava di cittadini del Guatemala, El Salvador ed Ecuador che si erano rifiutati di collaborare con il cartello. I trafficanti potrebbero aver proposto ai migranti di trasportare droga negli Stati Uniti e al loro rifiuto li avrebbero fucilati. I Los Zetas temevano anche che i clandestini potessero prendere accordi simili con i rivali del Cartello del Golfo. Un'altra ipotesi è che i migranti si siano rifiutati o non abbiano avuto abbastanza denaro per pagare un riscatto. I nuovi dati sul numero di fosse comuni aggiungono un ulteriore lato drammatico al periodo che sta attraversando il Messico con la lotta interna fra i narcos. Sotto la vigente legge messicana, quando la polizia locale trova delle fosse comuni lo comunica al governo dello stato di appartenenza (il Messico è una repubblica federale). Spesso però il governo del luogo decide di non comunicarlo al governo centrale e di sbrigare la faccenda in autonomia. Questo porta a statistiche incorrette e al perenne anonimato delle vittime, dato che i parenti non sono mai contattati anche quando ce ne sarebbe la possibilità.

I video dei ritrovamenti delle fosse sono spesso molto forti e mettono a dura prova anche i soldati del Border Patrol americano addetti a pattugliare il confine. Se i cittadini messicani ora hanno paura di vivere sopra un enorme tomba nascosta sottoterra, migliaia di famiglie del Sudamerica aspettano notizie di parenti e amici partiti per trovare fortuna negli Stati Uniti e spariti nel nulla.

Commenti
Ritratto di gianniverde

gianniverde

Gio, 02/04/2015 - 14:53

Scusate ma se non hanno un nome e nemmeno una carta di identità cosa dovrebbero fare loro,un monumento??????????????????

zingozongo

Gio, 02/04/2015 - 18:02

gianni verde ma che razza di domande fai? si tratta di identificare dei corpi ,dai vestiti o con test del dna per far sapere ai parenti che fine hanno fatto i loro amati, ci sono genitori che cercano figli e viceversa, un poco di umanita per favore