Fuga di notizie al G20, diffusi i dati personali dei leader del mondo

Il ministero dell'Immigrazione australiano svela per errore i numeri di passaporto di Putin, Obama, Merkel e Cameron. Scoperta la falla, non ha voluto informare i diretti interessati

I dati personali dei leader del G20 sono stati diffusi per un errore del ministero dell'Immigrazione australiano. Obama, Vladimir Putin, Angela Merkel, David Cameron "messi a nudo", con tutti i dati dei passaporti resi noti.

La gigantesca, clamorosa, fuga di notizie si è verificata per colpa del ministero dell'Immigrazione australiano, che ha fatto trapelare i dati sensibili dei grandi del mondo dopo averli raccolti in occasione del G20 di Brisbane, racconta The Guardian. I dati dei documenti personali di 31 leader mondiali sono stati fatti filtrare da un impiegato che ha inviato per sbaglio una mail agli organizzatori della Coppa di calcio asiatica a gennaio. Oltre ai leader di Usa, Russia, Regno Unito e Germania, sono stati "colpiti" anche il presidente cinese Xi Jinping, il premier indiano Narendra Modi e quello giapponese Shinzo Abe.

"La causa della violazione è da attribuirsi a un errore umano - sostengono dal ministero dell'Immigrazione - È improbabile che le informazioni siano di dominio pubblico". Un ufficiale della sezione visti del ministero ha poi spiegato, scrive il Guardian, che l'assenza di altri elementi di identificazione personale "limita significativamente" il rischio di violazione. Il destinatario non autorizzato ha eliminato l'e-mail e "svuotato la cartella degli elementi eliminati".

Ma gli errori non si fermano qui: perché il ministero dell'Immigrazione non ha ritenuto di informare i leader di quanto successo: la direzione della sezione visti del ministero dell'Immigrazione ha informato il garante della privacy non appena si è resa conto dell'incidente. Il tutto è stato così rivelato dallo scoop del quotidiano britannico. L'ufficiale dell'immigrazione ha poi raccomandato che i leader mondiali non venissero a conoscenza della violazione dei loro dati personali. "Dato che i rischi di violazione sono considerati molto bassì e le azioni adottate per limitare l'ulteriore distribuzione del messaggio, non si ritiene necessario notificare i clienti della violazione", suggerisce.

I responsabili della Coppa di calcio asiatica, inoltre, spiegano che l'email "non dovrebbe essere stata accessibile, recuperabile o archiviata da nessun'altra parte se non nei loro sistemi".

Per il ministero dell'Immigrazione australiano non si tratta della prima gaffe del genere: nel febbraio 2014 sempre il Guardian ha rivelato che lo stesso ministero ha per errore reso pubblici i dati personali di quasi 10000 detenuti nelle carceri in un file sul proprio sito internet.