G20, compromesso sul commercio

Nel documento finale sul G20 si legge che "il commercio è il motore della crescita, dello sviluppo, della produttività e della creazione di posti di lavoro" ma si sottolinea anche il rispetto per "le misure legittime di difesa"

Combattere il protezionismo, riconoscendo tuttavia anche il ruolo degli "strumenti di difesa commerciale"; considerare "irreversibile" il processo sugli accordi di Parigi sul clima prendendo atto però della posizione degli Stati Uniti; fronteggiare il problema dell’immigrazione ma senza imporre sanzioni ai trafficanti di uomini. Aprendo i lavori del G20 Angela Merkel aveva parlato della necessità di trovare dei compromessi per rispondere alle sfide globali. E così in effetti è andata: le conclusioni del vertice sono sul filo dell’equilibrio, intese che possono considerarsi in qualche modo fragili, al pari di quella per il cessate il fuoco in Siria o sulla necessità di una tregua reale al confine con l’Ucraina. Tutti i leader mondiali, a partire da Trump, hanno riconosciuto "l’incredibile leadership" esercitata dalla cancelliera tedesca, ma sui vari temi sul tappeto ognuno di fatto è rimasto sulle posizioni espresse prima del G20.

A partire dai cambiamenti climatici, visto che gli Stati Uniti hanno ribadito il proprio no agli accordi di Parigi. Per finire al libero commercio, anche se sia il presidente cinese XI Jinping sia il presidente russo hanno ribadito il proprio no al protezionismo. "Manterremo i mercati aperti e il riconoscimento del significato del commercio come vantaggio", si legge nel comunicato in cui si riconosce "il commercio come motore della crescita, dello sviluppo, della produttività e della creazione di posti di lavoro" ma si sottolinea il rispetto per "le misure legittime di difesa".

Capitolo immigrazione. Il no di Cina e Russia ha impedito che passasse la posizione Ue sulle sanzioni contro i trafficanti di esseri umani. Il premier italiano ha chiesto che il tema venga considerato una sfida globale. Nel comunicato si chiedono «interventi» e si sottolinea la necessità di rafforzare le partneship con i Paesi di origine e di transito. "Siamo tutti consapevoli della differenza giuridica tra rifugiati e migranti economici. Ma questi sono oltre l’85% degli arrivi e quindi gestire e contenere i flussi è e sarà sempre più una sfida europea e globale", ha detto Gentiloni. Ed ancora: "Occorre investire in Africa per lo sviluppo e contro le conseguenze del cambiamento climatico, stabilizzare la Libia, combattere i trafficanti di esseri umani. I Paesi impegnati a salvare e accogliere i migranti non vanno lasciati soli. L’Italia rivendica il lavoro fatto in questi anni, ma questo impegno o è una sfida globale o alla lunga è difficile da sostenere".

Primo faccia a faccia Trump-Putin

Il G20 di Amburgo è stato un vertice sicuramente contrassegnato dall’incontro tra Trump e Putin. "Straordinario", l’ha definito il primo, toni trionfalistici anche da parte sovietica. Oggi Trump (intervenuto anche al Women’s entrepreneurship facility event organizzato dalla World Bank, al quale ha partecipato Ivanka che si è poi seduta per qualche minuto al posto del padre al tavolo dei Grandi) ha visto la premier britannica May (ma senza parlare del clima). Poi foto e strette di mano con i presidenti dei Paesi africani. Putin ha invece avuto un bilaterale con il presidente turco Erdogan e con il presidente della Commissione europea, Juncker, e un vertice a tre con Merkel e Macron sull’Ucraina.