Germania, dossier choc sugli abusi praticati dai chierici

Esaminati 38.156 file che coprono un periodo di 70 anni (terminato nel 2014). Sono state trovate indicazioni di abusi sessuali da parte di 1.670 chierici, con oltre 3.700 possibili vittime

In Germania una parte della Chiesa cattolica ha messo a tacere, negato o ignorato gli abusi sessuali praticati sui bambini e sugli adolescenti tra il 1946 e il 2014.

Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, che ha parlato il 25 settembre durante la presentazione a Fulda di uno studio sugli abusi, ha ricordato che per troppo tempo è stato distolto lo sguardo per proteggere i vescovi e i sacerdoti e si è scusato a nome dell’intera Conferenza episcopale tedesca.

"L'abuso sessuale è un crimine. Chi è colpevole deve essere punito. Troppo a lungo nella Chiesa si è negato l'abuso, si è girato lo sguardo e si è tenuto nascosto. Chiedo perdono per tutti i fallimenti e per tutto il dolore. Provo vergogna per la fiducia che è stata distrutta, per i crimini fatti a persone da parte di autorità della Chiesa e sento vergogna per i molti che guardano dall'altra parte, che non vogliono accettare quello che è successo e che non hanno pensato alle vittime. Questo vale anche per me. Non abbiano saputo ascoltare le vittime. Questo non deve rimanere senza conseguenze! Le vittime hanno diritto alla giustizia", ha detto Marx.

Ricercatori di tre università tedesche hanno esaminato 38.156 file che coprono un periodo di 70 anni terminato nel 2014 e hanno trovato indicazioni di abusi sessuali da parte di 1.670 chierici, con oltre 3.700 possibili vittime.

"L'abuso sessuale da parte dei religiosi cattolici non è terminato", ha dichiarato Harald Dressing, dell'Istituto Centrale di Salute Mentale, uno degli autori del rapporto. "Molti casi probabilmente non sono mai stati segnalati o non presi abbastanza sul serio da essere annotati nei file". I numeri risultanti nel rapporto sono, secondo Dressing, "la punta di un iceberg di cui non possiamo valutare le dimensioni reali".

Circa il 51% delle vittime aveva 13 anni o meno quando avevano subito per la prima volta degli abusi e, secondo lo studio, la maggior parte degli autori di abusi in Germania hanno commesso il primo reato quando avevano un'età compresa tra i 30 ei 50 anni.

"La palese prevalenza di vittime maschili si distingue dall'abuso sessuale su minori commesso in contesti non religiosi", spiega il rapporto, ma per uno dei curatori, Dressing, "né l'omosessualità né il celibato sono le uniche cause dell'abuso sessuale dei minori in Germania. L'interazione complessa tra l'immaturità sessuale e la negazione delle inclinazioni omosessuali in ambienti ambivalenti, a volte apertamente omofobici, può fornire ulteriori spiegazioni per la predominanza delle vittime maschili di abusi sessuali da parte dei religiosi cattolici".

Nel rapporto si legge che per molti accusati si trovano numerosi indizi di problematiche o di disturbi del comportamento che non erano in diretto collegamento con l'abuso sessuale (stress, isolamento, abuso di sostanze, mancanza di competenza sociale, scarso grado di maturità o disturbi psichici).

Tutte le 27 diocesi della Germania si sono impegnate a prendere parte allo studio. La ricerca non perseguiva un approccio giuridico o criminalistico, ma aveva un'impostazione descrittivo-retrospettica e epidemiologica. Tutti gli episodi e le persone coinvolte (vittime e accusati) sono stati resi anonimi.

Tra i dati emersi, si nota che nel 54 per cento degli accusati gli indizi portano ad un'unica vittima, nel 42,3 per cento a più vittime ("pluriaccusati"), nel 3,7 per cento non ci sono le informazioni necessarie. Ai pluriaccusati corrispondono in media 4,7 vittime. Il numero più alto è di 44 vittime per un solo accusato.

Per preparare il crimine gli accusati avevano spesso fatto ricorso, tra l'altro, a tecniche basate sulla pressione o violenza psicologica, sullo sfruttamento della propria autorità, sulla promessa o concessione di vantaggi, sulla minaccia o violenza fisica, sulla giustificazione del fatto con motivi religiosi, igienici o di pedagogia sessuale.

Quasi la metà di tutti gli abusi sono stati commessi durante incontri privati tra accusati e vittime (in appartamenti privati o alloggi degli accusati). I crimini sono accaduti anche in locali
della Chiesa, scuole confessionali, in campeggi o campi estivi organizzati.

L'80% delle vittime in Germania ha subito comportamenti che comprendevano il contatto fisico fino alla penetrazione. Nel 33,9 per cento degli accusati era stato documentato l'avvio di una procedura di diritto canonico contro l'abuso sessuale di minori, mentre ciò non era stato fatto per il 53,0 per cento. Mancano invece i dati nel 13,1 per cento dei casi.

Commenti

stefano751

Gio, 27/09/2018 - 11:07

Mentre nella chiesa cattolica si sta facendo molto e bene per assicurare alla giustizia questi infiltrati nei posti dove potevano più facilmente trovare le loro prede; nelle chiese protestanti anglicane e luterane (tutti santarelli) poco o niente si sta facendo per far emergere e combattere abusi e lo scandalo dell'omosessualità permessa anche nelle sfere ecclesiastiche insieme ad aborti e divorzio. In tutto questo è chiaro un complotto solo contro la chiesa cattolica.