Giornalista scampata alla strage di Charlie Hebdo rischia licenziamento

Il 7 gennaio si era salvata perché in vacanza. Ora rischia il posto perché ha chiesto la rifondazione del giornale

La giornalista di Charlie Hebdo Zineb El Rhazoui

Scampata alla strage di Charlie Hebdo perché si trovava in vacanza, ora rischia di essere licenziata. E il suo caso suscita non poche polemiche in Francia. Stiamo parlando della giornalista franco-marocchina Zineb El Rhazoui. Il suo caso è rivelato da "Le Monde". La donna ha ricevuto una lettera dalla direzione di Charlie che l'ha convocata per un colloquio preliminare ad un licenziamento per colpa grave. In attesa di sapere come andrà a finire la vicenda la giornalista è stata sospesa.

Sorpresa per il metodo "burocratico" usato "senza discussione preliminare", la El Rhazoui si dice "scioccata e scandalizzata che una direzione che ha beneficiato di così tanto sostegno dopo gli attentati di gennaio dimostri così poco sostegno nei confronti di un suo dipendente che si trova sotto pressione come l’insieme della redazione e ha ricevuto delle minacce", sottolinea El Rhazoui.

A metà febbraio, infatti, ricorda "Le Monde", la giornalista, che è anche sociologa delle religioni e militante contro l’islamismo e il fondamentalismo e suo marito hanno ricevuto delle minacce di morte da parte di integralisti. "Mio marito ha perso il suo lavoro perché alcuni jihadisti hanno svelato il suo luogo di lavoro, ha lasciato il Marocco, sono minacciata, vivo a casa di amici o in albergo e la direzione vuole licenziarmi... bravo Charlie", ironizza El Rhazoui che non si sbilancia sul motivo della lettera ricevuta.

La giornalista spiega che non ha potuto lavorare normalmente da gennaio: "Non sono l’unica. Non si può imputare alle persone di stare male e di non comportarsi come bravi operai quando si vive in condizioni caotiche. È impossibile fare reportage sotto protezione della polizia", spiega ancora El Rhazoui sottolineando che si tratta "di una misura punitiva" per aver contestato il vertice attuale di Charlie Hebdo. In un articolo pubblicato su "Le Monde", infatti, con altri colleghi, chiedeva una "rifondazione" del giornale, della governance e della struttura del capitale per rendere il vertice più collegiale. Attualmente il capitale del giornale satirico è controllato al 60% dal direttore della pubblicazione Riss e dal direttore finanziario Eric Portheault.

Il cronista di Charlie, Patrick Pelloux, il medico che è stato uno dei primi a recarsi nella redazione dopo gli attentati del 7 gennaio, si dice infuriato per la lettera inviata a El Rhazoui: "Stiamo tutti gestendo il dopo attentato. Convocare membri della redazione
che ancora subiscono sofferenze incredibili è cattivo e sleale. Ricevere dei premi per la libertà di espressione e convocare dei giornalisti minacciati è paradossale".

Commenti

antidoto

Ven, 15/05/2015 - 16:01

Non c'è da meravigliarsi, i komunisti sono "paradossali" per definizione.