"Morales può ricandidarsi". Ed esplode la protesta

Alcune sigle sindacali hanno persino minacciato lo “sciopero generale” pur di indurre il politico di etnia aymara a ritirare la propria candidatura alle presidenziali del 2019

Non si placano le proteste in Bolivia causate dalla decisione delle autorità elettorali di autorizzare il presidente uscente Evo Morales a concorrere per un quarto mandato alla guida del Paese. L’attuale capo dello Stato potrà quindi partecipare alle elezioni in programma a ottobre dell’anno prossimo.

Il verdetto favorevole a una quarta candidatura di Morales è stato adottato in questi giorni dal Tribunal Supremo de Elecciones, massimo organo giudiziario competente in materia di consultazioni elettorali. Ad avviso dei magistrati, non vi sarebbero “preclusioni costituzionali” all’ennesima discesa in campo dell’esponente di punta del Movimiento al Socialismo, al vertice della nazione sudamericana dal 2006. Egli ha subito espresso “soddisfazione” per la decisione del collegio e ha poi precisato di volere concorrere per un quarto mandato al solo fine di “regalare alla Bolivia una nuova stagione di riforme”. Morales, alle presidenziali del 2019, dovrà vedersela con ben otto sfidanti.

Il responso del Tribunal Supremo de Elecciones è stato invece duramente contestato dai partiti di opposizione e dalle associazioni legate a questi ultimi. I movimenti anti-Morales accusano i magistrati di avere adottato un verdetto “palesemente contrario” all’esito di un referendum svoltosi nel 2016. In occasione di tale consultazione, il 51% dei Boliviani si era infatti espresso contro l’ipotesi di una quarta candidatura dell’esponente socialista. La volontà delle autorità elettorali di contraddire il responso del referendum celebratosi due anni fa ha indotto migliaia di militanti del “fronte anti-Morales” a scendere in piazza.

La Paz, Sucre e altre città del Paese sono state ultimamente attraversate da cortei organizzati da attivisti contrari a un’ennesima presidenza di sinistra. Oltre ai partiti di ispirazione democristiana e conservatrice, tra i promotori delle manifestazioni di protesta figurano anche alcune sigle sindacali critiche nei confronti delle politiche promosse in questi anni da Morales. Queste ultime hanno persino minacciato lo “sciopero generale” pur di costringere il politico di etnia aymara a ritirare la propria candidatura alle presidenziali del 2019.

Commenti
Ritratto di bandog

bandog

Gio, 06/12/2018 - 13:05

w la revolucione che ti fa esprimere spontaneamente con una...pistola puntata alla nuca!!ite companeros a la muerte vostra!