Gran Bretagna, è polemica sulla serie tv The State: "Glorifica l'Isis"

In Gran Bretagna è scoppiata la polemica su "The State": la serie tv, che ha come protagonisti i foreign fighters che partono per la Siria, è accusata di "giustificare e glorificare l'Isis"

Sta sollevando un polverone la serie britannica "The State" con protagonisti i cosiddetti foreign fighters che partono per unirsi all'Isis in Siria.

La serie di quattro puntate, con regista Peter Kosmissky, è trasmessa nel Regno Unito da Channel 4. La prima puntata è uscita domenica sera e ha subito fatto finire il programma al centro delle polemiche. La serie, infatti, costruita con l'intento di comprendere a fondo quei giovani britannici che partono per la Siria per diventare i tagliagole di Allah, è stata accusata di finire per glorificare e giustificare in qualche modo i jihadisti.

Il regista ha spiegato che per realizzare la serie e renderla il più "realistica" possibile, infatti, sono state fatte accurate ricerche per 18 mesi, sono stati intervistati dei foreign fighter che sono tornati in Gran Bretagna dopo essere stati reclutati e vengono anche usati ampi stralci della propaganda dello stesso Stato Islamico. Kosmissky ha sottolineato che lo scopo della serie è quello di "disilludere" sul Califfato e di fungere da deterrente per scongiurare altre partenze.

Il primo episodio, che è stato visto da 1.4 milioni di persone, seguiva le vicende di due uomini e due donne britannici che sono partiti per la Siria, mostrando il percorso che li ha portati alla radicalizzazione e di come sono stati segregati e addestrati per combattere al loro arrivo tra le fila dei terroristi e incoraggiati a dimenticarsi della loro vita nel Regno Unito.

Dopo la messa in onda della prima puntata le reazioni degli spettatori si sono divise tra sostenitori e critici. C'è stato chi ha difeso la serie dall'accusa di aver "reso affascinante" la vita sotto il Califfato e chi sostiene che la decisione di mandarla in onda da parte dell'emittente sia stata "coraggiosa".

Tuttavia, alcuni hanno criticato la serie di avere un approccio troppo comprensivo verso i "protagonisti", cioè gli aspiranti jihadisti. Il Daily Mail ha apertamente accusato Channel 4 di "glorificare l'Isis" e ha paragonato la serie a "un film di reclutamento nazista degli anni '30".

Ma le polemiche erano iniziate prima ancora della messa in onda, quando Bethany Haines, la figlia di un uomo ucciso dai tagliagole dell'Isis nel 2014, aveva pubblicamente chiesto di posticipare la messa in onda del programma dopo l'attentato di Barcellona per rispetto delle vittime e dei loro cari. "L'ultima cosa di cui hanno bisogno quelle famiglie è di vedere una serie tv sullo Stato Islamico nello stesso momento in cui le loro vite sono state distrutte da quello stesso gruppo", aveva detto la 20enne nel suo appello, rimasto però inascoltato da Channel 4.

Commenti
Ritratto di dr.Strange

dr.Strange

Gio, 24/08/2017 - 10:35

collaborazionisti dei nostri nemici. ce ne sono tanti

dagoleo

Gio, 24/08/2017 - 10:50

Ormai non c'è più alcun limite. Allora a questo punto perdoniamo i nazisti e perdoniamo anche i Turchi per il genocidio degli Armeni. Entrambi avevano il loro motivi per fare quello che hanno fatto. Se il modo in cui l'hanno fatto era sbagliato, può darsi che non lo fossero gl'ideali che li guidavano.