Grecia, la lista della discordia

Ecco lista di riforme da sottoporre ai creditori internazionali

Angela Merkel e Alexis Tsipras

La Grecia punta a raggiungere per quest’anno un incremento netto delle entrate di 3,7 miliardi di euro. Questo il primo obiettivo fissato dal governo Tsipras nella tanto discussa lista di riforme da sottoporre ai creditori internazionali. È quanto emerge da una bozza che ha iniziato a circolare tra i reporter: in tutto 15 pagine che elencano proposte di riforma più dettagliate nel tentativo di sbloccare i prestiti di emergenza da parte di Ue e Fondo monetario internazionale. Ecco punto per punto le principali misure e i numeri della lista.

- Giro di vite su trasferimenti di capitali: Atene conta di rastrellare tra i 725 e gli 875 miliardi di euro attraverso il "rafforzamento delle attività di audit su una lista di trasferimenti bancari e soggetti offshore".

- Lotta al contrabbando di petrolio, tabacco e alcol. L’azione di contrasto frutterà tra 250 e 400 milioni di euro.

- Lotta all’evasione dell’Iva porterà tra 350-420 milioni.

- L’efficientamento della tassazione sui redditi genererà tra i 300 e i 400 milioni di euro.

- Asta licenze Tv: si prevedono incassi per 350-380 milioni. Introdotta anche una tassa sulla pubblicità televisiva che porterà tra i 50 e 70 milioni.

- Privatizzazioni: il piano dovrebbe generare quest’anno 1,5 miliardi, una cifra inferiore rispetto ai 2,2 miliardi indicati nel prospetto di bilancio 2015 del precedente governo.

- Tassa sul lusso: si prevedono introiti per 20 milioni.

- Tassa sulle lotterie: si attendono incassi per 270-600 milioni.

- Autorizzazioni giochi online: porteranno circa 200 milioni.

- Accorpamento istituti previdenziali: attesi risparmi per 10 milioni.

- Rafforzamento meccanismo di controllo pubblico: viene valutato tra 150-300 milioni.

- Lotta al lavoro nero: porterà entrate per 150 milioni.

- Parziale reintroduzione della tredicesima mensilità per le pensioni più basse: costo 600 milioni.

- Confermato il contributo aggiuntivo per le fasce di pensionati più deboli: costo 82 milioni.