Grecia, il primo ministro Tsipras si reca sui luoghi della tragedia

"Ho visitato la scena della tragedia e il dolore non ha precedenti", ha twittato il primo ministro greco Alexis Tsipras dopo essersi recato oggi nei villaggi colpiti dall’incendio della settimana scorsa. Salgono a quota 92 le vittime della tragedia

Il primo ministro greco Alexis Tsipras è arrivato ieri sui luoghi della tragedia degli spietati incendi che hanno messo in ginocchio l’antica regione dell’Attica.

Il bilancio delle vittime è salito in giornata a quota 92 persone, che non hanno avuto scampo dall’inferno di fuoco che ha colpito diversi località marittime a pochi chilometri da Atene.

In mattinata Tsipras ha visitato la piccola cittadina di Mati, tanto amata dai cittadini della capitale, rimasta letteralmente distrutta dagli incendi boschivi degli ultimi giorni. Lo scenario che si è aperto dinanzi al primo ministro greco è sembrato quasi surreale: case bruciate, scheletri di automobili e un silenzio tombale, che lascia attoniti al solo pensiero che la maggior parte delle vittime sono morte carbonizzate, cercando la fuga con la propria automobile o a piedi, mentre altre sono annegate in mare.

Il primo ministro greco è rimasto scioccato dalla visione degli immensi danni lasciati dal fuoco: “Ho visitato la scena della tragedia, ho parlato con cittadini, ingegneri, soldati e volontari. Il dolore non ha precedenti, ma dobbiamo rispettare coloro che hanno combattuto le fiamme e ora combattono per riparare”, ha twittato Alexis Tsipras sul suo profilo istituzionale.

Alexis Tsipras ha dichiarato alla stampa che la responsabilità politica di questa immensa tragedia ricade sulla sua carica pubblica, annunciando immediatamente l’adozione di ingenti misure d’emergenza per circa 40 milioni di euro.

Nonostante l’assunzione del mea culpa da parte del governo, i partiti politici d’opposizione e i diversi mass media del paese hanno continuato ad attaccare duramente la tarda e fallace risposta dell’esecutivo greco dinanzi ad una tragedia senza precedenti, sottolineando la mancanza di coordinamento dei mezzi di soccorso come la principale causa del mancato intervento.