Grecia, scontri di piazza a Salonicco: "La Macedonia siamo noi"

Dopo l'accordo tra Grecia e Macedonia per il cambio di nome dell'ex Repubblica jugoslava (ci sarà un referendum per la sua ridenominazione in Macedonia del Nord), pesanti scontri a Salonicco. La polizia spara lacrimogeni sui manifestanti

Ore di grande tensione a Salonicco. Dopo il raduno di alcune decine di persone nella seconda città greca per protestare contro le misure di austerità varate dal governo Tsipras, a poche decine di metri di distanza alcune centinaia di manifestanti hanno ingaggiato una sassaiola contro gli agenti di polizia al grido "Macedonia è solo greca". Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e granate stordenti per disperdere il corteo, dove si sono sentiti slogan nazionalisti e di estrema destra. Alla base della protesta la questione del nome della Macedonia, dopo l'accordo tra Grecia e il Paese erede della vecchia Repubblica jugoslava per cambiarne la denominazione in Macedonia del Nord, su cui decideranno i cittadini nel referendum del prossimo 30 settembre.

"Macedonia è solo greca". Questo lo slogan urlato dalle centinaia di manifestanti che hanno protestato a Salonicco contro il governo Tsipras contro l'accordo tra Grecia e Macedonia per il cambio di nome dell'ex Repubblica jugoslava in Macedonia del Nord. Il tema è oggetto di disputa con la Grecia da 27 anni, da quando cioè la repubblica macedone si è staccata dalla Federazione jugoslava ed è diventata indipendente, a seguito del referendum dell'8 settembre del 1991. Atene ha sempre rivendicato diritti sul nome di Macedonia in quanto storicamente legato alla propria provincia settentrionale, ed ha accusato Skopje di nascondere rivendicazioni territoriali dietro il braccio di ferro sulla denominazione del paese. Per questo, fin dagli anni Novanta ha bloccato in ogni modo l'ingresso della Macedonia nella Nato annunciando che avrebbe fatto altrettanto nell'Ue.

La polizia ha sparato gas lacrimogeni e arrestato coloro che hanno acceso fuochi e lanciato oggetti. La manifestazione ha riguardato anche la zona in cui il primo ministro Alexis Tsipras era impegnato in un discorso sul futuro del Paese, durante l'inaugurazione della Fiera Internazionale di Salonicco. Nel suo intervento il primo ministro ha spiegato che l'accordo con la Macedonia fa di Salonicco la capitale dei Balcani. Ma le rassicurazioni di Tsipras non sono bastate a calmare i manifestanti, con la città che nella notte di sabato si è trasformata per alcune ore in un vero e proprio campo di battaglia.