Guerra commerciale, Pechino in difficoltà nel sostituire il made in Usa

I dazi americani sulle importazioni cinesi entreranno in vigore il prossimo 6 luglio. Anche Pechino ha imposto dei dazi sui prodotti americani. Gli analisti prevedono un forte calo dei consumi di soia in Cina a causa della difficoltà di reperire grandi quantità di questo prodotto da altri paesi

Dazi su dazi contro dazi. Sembra un complicato scioglilingua, invece quest’epifora descrive perfettamente ciò che sta accadendo nella guerra commerciale tra Washington e Pechino. Sì, perché da venerdì 6 luglio scatteranno le nuove misure imposte dall’amministrazione Trump sui prezzi di 34 miliardi di prodotti d’importazione cinese.

La ricetta economica adottata dagli Stati Uniti ha l’obiettivo di aumentare il prezzo della merce made in Cina in modo tale da diminuire le importazioni. Ciò dovrebbe far aumentare la domanda interna del paese verso prodotti di fabbricazione Usa e rimettere in moto così l’economia americana, facendo aumentare il lavoro, tramite la creazione di nuovi posti occupazionali, ridurre il livello di disoccupazione e incrementare il Prodotto interno lordo (Pil) nazionale. Gli Stati Uniti hanno adottato queste misure economiche anche per le merci europee, tassando pesantemente parte delle importazioni provenienti dal vecchio continente.

Pechino comunque non è rimasta a guardare e ha cercato di correre ai ripari, utilizzando una vera e propria controffensiva all’azione economica americana. Infatti, la Cina ha imposto una tassa del 25% su centinaia di prodotti provenienti dagli Stati Uniti, tra cui prodotti agricoli come la soia, automobili o whisky. Una contromisura economica che dovrebbe ridurre notevolmente la richiesta di merce made in Usa.

A differenza degli Stati Uniti però, la Cina sta continuando a cercare dei validi sostituti per rimpiazzare le importazioni americane. La difficoltà più grande riguarda il consumo di soia. Non solo per l’aumento inevitabile di prezzo di questo prodotto, che avverrà nelle prossime settimane, ma soprattutto per il fatto che nessun altro paese coltiva abbastanza soia per soddisfare la domanda interna della popolazione cinese. Gli analisti prevedono che ci sarà una scarsità di soia in Cina nei prossimi anni, proprio per questo motivo. La Cina, infatti, importa circa 95 milioni di tonnellate di soia ogni anno, che viene utilizzata per l'alimentazione animale e per la produzione di olio da cucina.