Hamas, prove di pace con al Fatah: "Sì alle elezioni nella Striscia di Gaza"

Prove di pace in Palestina. Il movimento islamista, che controlla la Striscia di Gaza dal 2007, accetta le condizioni poste dall’Anp e apre alle elezioni generali in Cisgiordania. Abu Mazen va da Trump negli Usa

Torna la pace tra i palestinesi dopo dieci anni di frattura tra Hamas e al Fatah? Ancora presto per dirlo, però ci sono dei segnali in tal senso. Hamas si dice pronta alla riconciliazione con al Fatah, dà il suo via libera alle elezioni generali e apre all'eventualità di un governo di unità nazionale.

Dieci anni dopo la rottura del 2007, l’organizzazione islamista che amministra la Striscia di Gaza fa sapere che è pronta ad accettare le condizioni dell’Autorità Nazionale palestinese e a sciogliere il Comitato amministrativo che governa la Striscia per restituire il potere a Gaza a un governo che tenga insieme tutte le fazioni. Nel comunicato Hamas afferma di rispondere "agli sforzi dell’Egitto, che riflettono il desiderio egiziano di chiudere con le divisioni e di ottenere una riconciliazione", per "ottenere l’unità nazionale".

Il movimento ha anche fatto sapere di essere pronto a rivedersi al Cairo con Fatah e altre fazioni per la formazione di un governo di unità.

In ballo ci sono diverse questioni aperte. Non solo il governo di Gaza ma anche la spinosa gestione dei valichi di ingresso nella Striscia, che è rivendicato dall’Anp. Abu Mazen intanto è partito per gli Stati Uniti dove incontrerà il presidente Donald Trump e parteciperà ai lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Dom, 17/09/2017 - 11:18

Dove é il trucco??

gian paolo cardelli

Dom, 17/09/2017 - 12:26

Mi piace quel termine "frattura", usato spesso an he per descrivere scollamenti all'interno dei partiti politici italiani: temo però che i mezzi per la sua generazione siano stati "un cincinino" differenti...

umbertoleoni

Dom, 17/09/2017 - 12:40

all'interno di hamas, sono presenti fazioni estremiste di irriducibili combattenti che difficilmente raffredderanno le loro teste: tuttavia, il taglio del fiume di denaro che proveniva dalla penisola araba, che si sta delineando, forse puo' essere il deterrente giusto per ridurli alla ragione ed indurli a piu' miti consigli. Ci vorranno anni, ma se i palestinesi accetteranno di vivere in pace nel loro stato e piantarla con le idiozie sulla cancellazione di israele, per loro (in collaborazione con israele stessa) potrebbe aprirsi un era di prosperita' e di progresso, essendo gli arabi palestinesi, oltretutto, un popolo sufficientemente laico .

Ritratto di hardcock

hardcock

Dom, 17/09/2017 - 13:26

e come se non bastasse era il capo del commando che assaltò l'aeroporto di fiumicino e la mattanza alle olimpiadi di Monaco 1972. Begli alleati si sono scelti gli egiziani e di conseguenza l'occidente

Guido_

Dom, 17/09/2017 - 17:31

E pensare che trent'anni fa i fanatici religiosi in Palestina non esistevano nemmeno...

perilanhalimi

Dom, 17/09/2017 - 18:05

Fatah e hamas, poca differenza , pagati da ufficio rifugiati Onu, comunita` europea, Usa , tutti paesi musulmani. Loro scopo e` indottrinamento dei loro tanti figli , fare i mantenuti, far finta di essere vittime per la gioia dei radical chic nostrani, e attaccare Israele...causa di tutti mali del mondo!!! E milioni di Europei credono alle menzogne del terrorista Arafat!!!

cir

Dom, 17/09/2017 - 19:13

israele e' una invenzione fatta a tavolino . Non esiste . solo la PALESTINA ha diritto su quelle terre.