Hamas resiste sotto le bombe: così vince la guerra mediatica

Agli abitanti di Gaza viene ingiunto di non abbandonare le case prese di mira dagli israeliani. L'immagine di ogni vittima costruisce il mito della città martire

Almeno 70 missili lanciati da Gaza fino alle 6 del pomeriggio. Di nuovo, certo, hanno coperto tutto il terreno nazionale, di nuovo la cronista ha dovuto correre in una stanza di cemento mentre scriveva il pezzo e i gerusalemitani afferravano i bambini correndo verso i rifugi più vicini. E poi alle 9 un attacco preannunciato ha colpito Tel Aviv, il centro e il sud, per dimostrare che Hamas può arrivare dappertutto, e che gli israeliani corrono nei bunker ai suoi ordini. Eppure 70 missili nel corso di una intera giornata sono pochi rispetto alle centinaia caduti nei primi cinque giorni. Il loro numero è un messaggio, un avviso. Il messaggio è chiaro: Hamas prosegue, ma frena. Qualcosa succede. Le sue tv proclamano la vittoria, maledicono l'aggressore sionista, lodano l'eroismo dei palestinesi che affrontano gli F16 senza i rifugi. Quelli, li usano solo i capi. Ma frenando un pò Hamas facilita, si dice, movimenti diplomatici sotterranei che coinvolgono, oltre a Israele, anche l'Egitto, tradizionale mediatore, anche se nemico della Fratellanza Musulmana di cui Hamas è parte, e il Qatar, l'amico più fidato. Anche Abu Mazen è mobilitato. Sembra che Tony Blair parli con tutti, e sia il jolly della situazione.

È una guerra difficile da concludere, tuttavia, per ambedue le parti. Ognuno dei due vuole dichiarare vittoria. Per farlo, Israele vuole garantirsi, oltre al cessate il fuoco, un margine per cui Hamas debba cessare per un periodo ragionevole dagli attacchi terroristi e dal bombardamento a tappeto come nel 2009, nel 2012 e adesso. Per avere un gesto significativo Israele potrebbe puntare alla consegna dei missili a un terzo attore, o al passaggio del potere di Gaza a Abu Mazen. Sogni? Si, anche se Hamas ha avuto già 127 morti e più di mille obiettivi militari sono stati colpiti dall'aviazione, 158 solo nelle ultime 24 ore, mentre Israele con «Kipat Barzel» e la rete di rifugi onnipresenti non ha avuto perdite. Eppure Hamas dichiara la vittoria, e anzi cerca un gesto clamoroso come l'attacco, sventato, dei suoi uomini rana al kibbutz Zikim, o il tentativo di compiere un grande attacco terrorista usando una delle gallerie di Gaza.

E' una potente rete che rappresenta un forte deterrente all'ingresso di terra che Israele minaccia: un'autentica città sotterranea, ossigenata e munita di elettricità, profonda fino a trenta metri, dove sono accumulati missili forniti dall'Iran e dagli Hezbollah, protagonisti, con i loro ingegneri, della costruzione dei cunicoli, degli uffici, delle abitazioni, dei depositi sotterranei. Fu da uno di quei tunnel che uscì nel 2006 il commando che rapì Gilad Shalit, centinaia di attentati arrivano in Israele tramite le gallerie. In questi giorni Israele ne ha distrutte 100, ma siamo lontani da risultati strategici. Hamas vuole resistere quanto può per ripristinare la sua importanza e il suo «appeal» antisraeliano. Soprattutto, ha bisogno che dopo l'abbandono dell'Egitto, il Qatar ripristini le donazioni che le consentivano di arrivare al budget di 4miliardi e 600milioni che le permette di mantenere i suoi 70mila dipendenti e che oggi è sprofondato. La disoccupazione a Gaza è del 38, 5 per cento: il denaro è uno dei nomi del gioco.

Ma il punto vero per cui Hamas resiste e un altro: ogni minuto di più le fotografie provenienti da Gaza toccano le corde politiche della stampa internazionale: Hamas vince una guerra di opinione che la rende la star del momento nel mondo che ama odiare Israele. Le dimostrazioni ormai punteggiano l'Europa, i titoli dei giornali dimenticano che la popolazione israliana è nei bunker, e che i palestinesi nascondono le rampe, i missili, i terroristi, in mezzo alla popolazione. Guida la danza il «New York times», che assicura il suo pubblico che mentre Israele attacca con gli aerei, Hamas, innocente, si limita a rispondere a un atteggiamento crudele e incurante della vita umana. La Bbc promuove la bugia che addirittura Israele prenda di mira i civili a Gaza, e ignora del tutto il fatto, unico al mondo, che mentre Israele copre di telefonate, volantini, messaggi email i palestinesi per invitarli a uscire da casa quando attacca un sito di importanza strategica o un comandante di Hamas, i cittadini ricevono da Khaled Mashaal o da altri l'ordine di restare a casa o addirittura di salire sui tetti. Le organizzazioni internazionali, come il Consiglio dell'Onu mettono in moto il consueto meccanismo di condanna contro Israele. Ogni giorno in più che Hamas lancerà i missili sui civili israeliani, sarà un giorno a suo favore e di condanna di Israele.

Commenti
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siredicorinto

Dom, 13/07/2014 - 08:39

Ovviamente i media internazionali hanno la memoria corta. Nessuno ricorda l'inizio degli odiosi attentati ad opera di Arafat, un odioso terrorista sanguinario. Da quei tempi in poiil mondo islamo fondamentalita non ha fatto altro che uccidere vigliaccamente ed indiscriminatamente, alla faccia della religione di amore e pace he tanto amano, loro, declamare. Prima che Arafat iniziasse il suo delirante e sanguinario percorso, in Israele lavoravano oltre un milione e mezzo di palestinesi, che popi sono stati le prime vittime dell'OLP. Sarebbe ora che i cominciasse a dare un preciso nome a cose , persone e fatti. Terrorismo di stato, Iran e compagnia bella e quanti concorrono a questa guerra politico religiosa. Gli americani poi, sono ben responsabili dell'enorme KASINO che c'é oggi in medio oriente. Hanno distrutto l'Irak che, nonostante la dittatura di Saddam era un baluardo contro l'espansione fondamentalisti dell'Iran. Oggi questi stessi "amerlocchi" mi si consenta l'espressione, hanno un comportamento tiepido nei confronti di Israele, ultimo baluardo difensivo che ci resta, a noi del tanto dormiente occidente. Non ho paticolari simpatie nei confronti di quueesto paese ma devo riconoscere che non ha tortto. Israele non é mai stato il primo ad attaccare, MAI. Israele non si nasconde vigliaccamente dietro la popolazione civile come invece fanno i suoi nemici. In Palestina, a Gaza c'é tanta gente che vorrebbe solo vivere in pace ma non é loro possibile perché usati come scudi umani e strumentalizzati nelle loro tragedie umane. Quessta é la verità, nuda e cruda.

nino47

Dom, 13/07/2014 - 09:04

vunce la guerra mediatica per quei coglioni che ancora identificano i media con la realta'!

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Mario Galaverna

Dom, 13/07/2014 - 09:53

Vero. Ieri sera i vigliacconi de La7 hanno passato la solita foto delle macerie con in cima il solito quadernetto colorato e solare di un bambino. A quando i bambolotti?

francedaro

Dom, 13/07/2014 - 11:25

Solo quei quattro cogl..ni di 'giornalisti' pensano di infinocchiare ancora persone intelligenti come noi!! Poveri sfigati!! Nell'era di internet si può facilmente trovare la verità andando alla fonte!e questi poveri inutili sfigati e incapaci giornalai andranno prima o poi a chiedere la carità x sopravvivere...che goduria... Forza Israele

ocaaaa

Dom, 13/07/2014 - 12:31

Roba da ridere. "Aooo nemico, ti telefono stasera e ti mando una mail per dirti che ti bombardo la casa...quindi evacuala". Voi ebrei pensate che gli altri sono anche coglioni.

ocaaaa

Dom, 13/07/2014 - 12:33

Che razza di donna: ballista patentata.

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Dom, 13/07/2014 - 15:48

ocaaaa, è molto meglio il palestinese che, imbottito di tritolo, ti avvisa all'ultimo momento, che sei il suo bottino per avere le URI, col grido Allah Akbar. Qui di coglione c'è chi non ha ancora capito che è una guerra planetaria jihadista.