Hollande si fa difendere dall'ex Ma gli crede un francese su 10

Il presidente a picco nei sondaggi tenta una replica a Valérie: «Il pubblico dev'essere separato dal privato». Poi però manda a parlare Ségolène...

Parigi«Disumanizzato dal potere, Hollande vive in uno stato di negazione permanente della realtà». Parola di ex première dame. Ieri, nel giorno d'uscita del libro «Grazie per questo momento» , fatto stampare in Germania da Valérie Trierweiler per evitare pressioni e fughe di notizie e che nelle prime ore ha già battuto il record di vendite, la parola è passata ai socialisti. Dopo che Le Monde e il settimanale Paris Match avevano già fatto sapere alla Francia cosa diceva il presidente della Repubblica in privato, a Valérie. Per difendere l'uomo, non tanto il presidente, è andata in tv nientemeno che Ségolène Royal, definendo «sciocchezze» e «spazzatura» le frasi denigratorie sui poveri, chiamati «sdentati» dal presidente della Repubblica. Ex compagna di François Hollande, Ségolène è la donna detestata da Valérie, la quale aveva atteso anni prima di prendersi l'uomo che in passato aveva avuto quattro figli da Ségo, e otto mesi prima di dare alle stampe la sua verità e vendetta dopo il tradimento fotografato da Closer . Oggi Royal è un ministro della Repubblica, membro dell'esecutivo socialista che ieri, per bocca del premier Valls, ha rispolverato il ritornello del «tenere separato il pubblico dal privato». Affermazioni parse però in disaccordo con la realtà di quanto stava accadendo in tv, visto che la prima a presentarsi sul piccolo schermo è stata proprio la ex di Hollande, Ségolène; per soccorrere umanamente il presidente, più che politicamente. I due non si erano lasciati bene, tanto che dopo l'elezione nel maggio 2012 Hollande tenne fuori da ogni ruolo di governo la presidente della Regione Poitou-Charentes. Riabilitata di recente, in ruolo di prima fascia nell'esecutivo Valls, Ségolène ha assunto una veste nuova, quella di difesa a oltranza di un Eliseo nella bufera: prima a causa della brusca separazione di Hollande da Valérie, su cui pure Royal intervenne; oggi, nel secondo capitolo della vita privata di un presidente che aveva giurato di proteggere i meno abbienti, si è nuovamente catapultata Royal. Chiede ai cittadini di «giudicare il presidente sui fatti». Non su cose che «non esistono».

Se dall'Eliseo si prova a insistere col silenzio stampa, Rtl fa sapere che Hollande contesterà il contenuto dell'opera nelle sedi opportune. Intanto all' Assemblée si pensa a interrogazioni parlamentari per sollecitare una dichiarazione pubblica di Hollande, come quella che ci fu quando il 23 gennaio fu ufficializzata la separazione da Valérie: se non un dicorso tv, almeno un comunicato. Il premier Valls insiste. Parla di «attacco scandaloso». Di una miscela di vita pubblica e privata che abbassa il livello del dibattito. E per tentare di arginare i mugugni dei deputati, anche tra i socialisti, il sottosegretario delegato ai rapporti col Parlamento invita a vedere cosa a fatto Hollande nella sua regione, in Corrèze, per anziani e meno abbienti. Per il politologo Jerome Saint-Marie (PollingVox) è sbagliato parlare di «colpo di grazia» al Quinquennato, perché «a differenza di Sarkozy, che fu accusato di esporre la vita privata di sua iniziativa, Hollande non è l'artefice di questa confusione tra pubblico e privato, la sta subendo». Jerome Fourquet (Ifop) considera invece l'uscita del libro un «agguato ulteriore» in un percorso già segnato da alta impopolarità; che potrebbe minare definitivamente quel capitale di simpatia, empatia e vicinanza ai francesi vantato nel 2012. L'ultimo dato è clamoroso: dal 1978, l'indice di fiducia di un presidente francese non è mai stato così basso, al 13%, secondo il barometro TNS-Sofres per Le Figaro. Un record storico. L'episodio, secondo il sondaggista francese citato dal Nouvel Obs , potrebbe soprattutto «alimentare» l'insofferenza dell'elettorato di sinistra, già provato dai recenti scandali del Ps: da DSK e la cameriera al Sofitel, dall'ex ministro Cahuzac e i suoi conti all'estero; fino ad Aquilino Morelle, consigliere e penna di Hollande, che all'Eliseo avrebbe preteso perfino un lustrascarpe.

Twitter @F_D_Remigis