Inghilterra, l’upskirting diventerà reato

Downing Street confida che la messa al bando di questa forma di molestia sessuale possa essere approvata prima della pausa estiva, dopo lo stop dei giorni scorsi e la protesta "delle mutandine"

In Inghilterra il governo ha confermato – scrive The Guardian – che introdurrà una legislazione per vietare l’upskirting, dopo che un deputato conservatore nei giorni scorsi aveva bloccato un progetto di legge per rendere la pratica un reato specifico, punibile con la condanna fino a due anni.

Downing Street adesso confida che la messa al bando di questa forma di molestia sessuale possa essere approvata prima della pausa estiva, probabilmente il prossimo 6 luglio.

Theresa May è stata sottoposta a forti pressioni sia da parte dei parlamentari che dall'opinione pubblica dopo che Sir Christopher Chope, deputato dei Tory, aveva bloccato il progetto di legge presentato dalla parlamentare liberaldemocratica Wera Hobhouse.

Persino la Camera dei Comuni era diventata un luogo di protesta dopo il blocco della legge sull'upskirting, con dei dipendenti che hanno confezionato una striscia di mutandine appendendole davanti all'ufficio di Chope.

La mossa del governo di approvare presto la norma segue una campagna della scrittrice freelance 26enne Gina Martin che, dopo essere stata fotografata senza consenso sotto la gonna durante un festival musicale tenutosi a Londra la scorsa estate (il British Summer Time music festival che si tiene all’Hyde Park), ha iniziato a battersi per rendere tale pratica un reato, visto che la Polizia si era rifiutata di perseguire l’uomo che era stato accusato di essere l’autore degli scatti.

La Martin ha lanciato una petizione online, firmata da oltre 50mila persone, che poi è stata tradotta in progetto di legge dalla deputata Libdem Wera Hobhouse, trovando il consenso dei movimenti femministi.

Su Twitter Theresa May ha scritto che l’upskirting è un'invasione della privacy "che fa sentire le vittime degradate e angosciate", si è dichiarata delusa "dal fatto che il progetto di legge non abbia compiuto progressi presso la Camera dei Comuni" ed ha espresso la volontà di "vedere queste misure passare presto, attraverso il parlamento e con il sostegno del governo".

Il portavoce della premier d'Inghilterra ha aggiunto che il provvedimento sarà "adottato come legge del governo. L'obiettivo è assicurare la seconda lettura il prima possibile e prima della pausa estiva".

I ministri del gabinetto sono stati tra coloro che hanno pubblicamente criticato la mossa di Chope. La ministra con la delega alle Pari opportunità, Penny Mordaunt, e il segretario alla giustizia, David Gauke, hanno detto che il cambiamento sarà imprescindibile, mentre i Tory sono furiosi per il danno arrecato alla reputazione del partito.

Chope, deputato di Christchurch, ha denunciato d’essere stato trattato come un capro espiatorio, ed ha affermato d’aver sostenuto l'intento del disegno di legge ma che si era opposto perché non appoggiava "il principio di approvazione della legge senza dibattito in seconda lettura" ed ha detto che sperava "che il governo ora lo adottasse". L’"object!" di Sir Chope era basato sulle secolari consuetudini parlamentari di Westminster che prevedono la possibilità di approfondire un tema trattato con procedura velocizzata attraverso la richiesta del ripristino dell'iter ordinario o con almeno una seconda lettura.

Scattare foto di nascosto sotto le gonne delle donne è diventata una perversione così diffusa in Inghilterra tanto da essere definita con una specifica parola: "upskirting". La pratica è divenuta anche una delle attività voyeuriste principali sul porno-web.

Mentre in Inghilterra non hanno ancora legiferato, in Scozia l’upskirting è considerato un’offesa sessuale e la pratica può comportare fino a due anni di reclusione per i molestatori.

La pratica non è un crimine a livello federale negli Stati Uniti, ma i legislatori dello stato del Massachusetts l'hanno bandita nel 2014. Tuttavia, nello stesso anno, un tribunale del Texas ha confermato il diritto costituzionale dei suoi cittadini di scattare foto facendo riferimento al diritto alla libertà di parola. La pratica, senza il consenso della donna, è perfettamente legale in Georgia, se le foto sono scattate in luoghi pubblici, mentre è proibita se si verificano in un luogo privato e fuori dalla vista pubblica.

In Giappone il fenomeno è talmente diffuso che è stato reso impossibile disabilitare il suono della fotocamera dei cellulari al momento dello scatto.