Iran, le critiche al film sul nipote di Maometto ​bloccano la proiezione

Le autorità religiose si scagliano contro la pellicola che mostra il volto del nipote del profeta. Per alcuni è solo "una manovra politica" contro le aperture di Rouhani

Le numerose critiche bloccano, in Iran, la proiezione del film "Rastakhiz" (Resurrezione). Lo ha annunciato l'Organizzazione del cinema iraniano, che opera sotto la supervisione del Ministero della Cultura e della guida islamica.

Diretto dal celebre regista iraniano Ahmad Reza Darvish, il film (guarda il trailer) racconta la vita del nipote del profeta Maometto, Hussein.

Hussein è il terzo imam sciita, venerato per la rivolta contro il califfo Yazid repressa nel sangue. Una strage ricordata e divenuta simbolo per gli sciiti di tutto il mondo (Ashura), soprattutto la rivoluione islamica in Iran del 1979.

Le critiche rivolte alla pellicola, soprattutto dalle autorità religiose, sono incentrate sulla rappresentazione del volto del fratellastro di Hussein Abbas. Cioè sul fatto che ad Abbas sia stato dato il volto di un attore. La giurisprudenza sciita, infatti, vieta la riproduzione dei volti dei dodici imam e dei loro parenti, anche se le immagini che li raffigurano siano in circolazione.

Dopo il debutto al Museo Sacro della Difesa di Teheran, il 13 luglio scorso, "Rastakhiz" doveva essere proiettato in tutto il paese il 15 luglio. Ma quel giorno centinaia di manifestanti si sono riuniti davanti al Ministero della Cultura e al cinema in piazza dei Martiri a Teheran. Così è arrivato il primo annuncio del primo stop ufficiale delle proiezioni da parte del Ministero. Secondo quanto raccontato da un dipendente del cinema, i manifestanti "erano molti, erano arrabbiati e urlavano slogan. Hanno anche voluto entrare nel cinema, ma la polizia lo ha impedito. È stato davvero spaventoso".

La produzione della pellicola è costata 120 miliardi di riyal, pari a 3.530.000 dollari. Si tratta infatti di uno dei film più costosi della storia del cinema iraniano che ha vinto otto premi ed è stato nominato miglior film al Festival di Fajr, l'evento cinematografico più importante nel Paese.

Ma le raffigurazioni del volto Abbas hanno già creato in passato molte controversie. E questo perchè gli sciiti considerano gli imam e Fatima (la figlia di Maometto e madre di Hussein) "infallibili". E forse questo il motivo per cui (data la sacralità dei personaggi) suscita critiche la rappresentazione dei loro volti. Ma non tutti gli intellettuali e i religiosi sono d'accordo sul punto.

C'è da dire che però, nel diritto islamico, è controversa l'esistenza di un divieto alla rappresentazione di figure del primo periodo dell'Islam. Anche perchè, ogni anno, i volti di Hussein e di altre personalità islamiche di rilievo sono portati in scena dai teatri di strada in tutto l'Iran, in occasione della Ashura. E nessun leader religioso li ha mai criticati.

Per questo sarebbero in molti a ritenere che le polemiche contro "Rastakhiz" nascondano una manovra diretta a minare l'agenda sociale e culturale del Presidente Hassan Rouhani, che invece ha dimostrato apertura nei confronti del film. Un analista politico di Teheran, che ha preferito rimanere anonimo, ha detto ad Al-Monitor che "molti credono che dopo la firma dell'accordo nucleare con sei potenze mondiali, Rouhani preveda di attuare riforme importanti sulla libertà di parola. Penso che dietro queste proteste si celi un messaggio forte degli estremisti: tali riforme non saranno tollerate".

Commenti

Anonimo (non verificato)

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bonoitalianoma

Mar, 01/09/2015 - 20:57

Confidiamo in un Islam moderato ... nell'aldilà.

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Mario Galaverna

Mer, 02/09/2015 - 08:14

Che pirloni i registi iraniani. Bastava rivolgersi alla Pixar Animation Studios che ci mettevano un vestito da beduino con dentro l'uomo invisibile e tutto era a posto, anzi, il film acquistava quel tocco di trascendenza ideale per i musulmani.