Iran: "Gli Usa rimangono il nemico numero uno"

L'accordo sul nucleare non basta, anzi per i pasdaran è solo una scusa per infiltrarsi nel paese

Nonostante un accordo sul nucleare molto favorevole l'Iran continua a considerare gli Stati Uniti come il "Grande Satana". "Gli Stati Uniti rimangono il nemico numero uno", a parlare è l'Ayatollah Mohammad Yazdi, presidente degll'Assemblea degli esperti. Per Yazdi, "se si cerca di scoprire la radice della sedizione in atto intorno a noi si individua in loro il principale sostenitore". L'America rimane il nemico principale ma non l'unico: "Gli Stati Uniti insieme a Israele sono all'origine della situazione nella regione, e il loro obiettivo consiste nel proteggere il regime sionista in Medio Oriente".

Se molti cittadini iraniani il giorno stesso dell'accordo sono scesi in piazza per festeggiare, chi non ha esultato è Mohammad Ali Jafari, il potente comandante Guardie rivoluzionarie: "Non bisogna lasciarsi ingannare dal linguaggio nuovo degli americani", sì perché i pasdaran rivoluzionari sono in guerra continua e per loro il complotto è sempre dietro l'angolo: "Non dovremmo essere ingannati dagli Usa che vogliono infiltrarsi in Iran con nuovi metodi e strumenti".

A gettare un po' di acqua sul fuoco è arrivato il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif che ha bollato come ostile la propaganda anti-accordo, sperando così di convincere il Congresso americano a firmare l'intesa: "Crediamo che questo sia un accordo reciprocamente vantaggioso e se la gente non si preoccupa troppo della propaganda dei guerrafondai all'interno e all'esterno della nostra regione, non c'è motivo per cui l'accordo trovi degli ostacoli negli Stati Uniti".

Commenti

opinione-critica

Mar, 01/09/2015 - 20:41

Il nero Obama è avvertito.

Ritratto di Giorgio Prinzi

Giorgio Prinzi

Mer, 02/09/2015 - 00:07

Stati Uniti ed Israele hanno solo la necessità di un casus belli, forte, valido ed accettabile dall'opinione pubblica mondiale, per scatenare quella che tecnicamente non sarà una guerra, ma una ritorsione di risposta ad un attcco subito, meglio se in stile Pearl Harbor. Ci sono le premesse per un Iran emulo del Giappone del dicembre 1941.