Isis, ucciso 75% dei jihadisti. Ma l'America li aveva sottostimati

Il portavoce della coalizione sostiene che 7 su 10 siano stati eliminati dai raid

Da un lato una buona notizia, dall'altro un errore di valutazione. È il portavoce americano per la coalizione impegnata contro il sedicente Stato islamico (Isis) a sostenere che il 75% dei miliziani sia stato eliminato negli attacchi, aggiungendo un dato importante.

Secondo quanto dice Brett McGurk - che parla alla Cnn -, il gruppo islamista, sotto pressione nei territori occupati sia in Siria che in Iraq, sarebbe arrivata a un punto di rottura, in cui è difficile colmare i vuoti causati dagli attacchi. Sono comunque ancora molti i combattenti: dai 12mila ai 15mila secondo le sue stime.

Proprio questo dato è importante, perché dice di come l'Isis sia stato sottostimato fin dall'inizio e di come il numero dei jihadistifosse molto maggiore di quanti si sosteneva inizialmente. La scorsa settimana un funzionario della Difesa aveva detto che 50.000 seguaci del Califfo sono caduti dal 2014. E allora i conti non tornano più.