"Je suis Charlie Coulibaly", Dieudonnè condannato

Al comico francese due mesi per apologia di terrorismo. Domani è attesa un'altra sentenza per incitamento all'odio verso gli ebrei

Nuove grane per il comico francese Dieudonnè. Due mesi di carcere (pena sospesa con la condizionale) per "apologia del terrorismo". La condanna fa riferimento a un post scritto su Facebook. Sull'onda emotiva della marcia di Parigi, mentre impazzava lo slogan "Je suis Charlie", il comico scrisse "Je suis Charlie Coulibaly", accostando lo slogan al nome di Amedy Coulibaly. Immediato fu lo sdegno. Lui si difese dicendo di non aver mai voluto difendere il terrorismo, ma solo di aver voluto giocare con i nomi, rendendosi conto di fare un'operazione politicamente scorretta.

Nei confronti del comico era stata chiesta una multa di trentamila euro, commutabile in giorni di prigione. La procura aveva chiesto di considerare il carattere particolarmente controverso della dichiarazione, il contesto in cui era stata pronunciata e la personalità dell’autore, già condannato più volte per le sue provocazioni di connotazione antisemita. Lo stesso tribunale è chiamato ad esprimersi domani sulle accuse di incitamento all’odio verso gli ebrei dopo le parole di Dieudonnè contro il giornalista di France Inter Patrick Cohen.

Commenti

giovanni PERINCIOLO

Mer, 18/03/2015 - 14:55

Se tanto mi dà tanto perché i giornalisti di charlie hebdo non sono condannati per incitamento all'odio verso i cristiani prima e i musulmani poi???

java

Mer, 18/03/2015 - 15:49

dal momento che hanno inventato il reato di omofobia, perche' non anche il reato di antisemitismo? Quello che i comunistoidi non capiscono e' che se sei per la liberta' di pensiero ed espressione, deve valere per tutto e non solo per i loro amici che dileggiano la chiesa, la destra etc. O ritirano tutti i reati di opinione, incluso apologia del fascismo e vilipendio al capo dello stato, o li introducono tutti. Io sono a favore del reato dell'apologia del comunismo.

giovauriem

Mer, 18/03/2015 - 16:55

vi ostinate a dire che questi individui di colore , sono francesi, come quelli del charlie hebdo che si dicevano francesi ,questi non hanno patria ,sono assassini musulmani e vanno distrutti tutti , possibilmente prima che commettono crimini

Claudio Antonaz

Mer, 18/03/2015 - 17:03

"La libertà di espressione è totale per quelle idee e opinioni che riflettono il pensiero dominante di una società nazionale in un determinato momento storico, più limitata quando offende lo stesso pensiero dominante. Se le vignette di Charlie Hebdo avessero preso di mira gli ebrei, le reazioni sarebbero state alquanto diverse. È comprensibile. Noi non possiamo dimenticare quali orribili conseguenze l’antisemitismo abbia avuto per la sorte di 6 milioni di persone. Ma non dovremmo dimenticare che anche le società musulmane hanno le loro memorie." SERGIO ROMANO

Ritratto di perigo

perigo

Mer, 18/03/2015 - 17:42

C'est la guerre!

LuPiFrance

Mer, 18/03/2015 - 18:27

Anche in Italia c'è il reato di apologia di reato ma i vostri giudici preferiscono pensare alle mutande di Berlusconi

manente

Mer, 18/03/2015 - 23:10

Quando si tratta di vignette contro cattolici e musulmani, peraltro gratuite e tutt'altro che divertenti, pubblicate su Charles Hebdo, Hollande non solo non ha nulla da obiettare, ma va a manifestare per libertà di pensiero, di parola e di stampa. Quando si tratta di sionisti, il discorso cambia ed il budino che governa la Francia diviene più inflessibile di Torquemada, della Santa Inquisizione e dei tribunali del popolo di Pol Pot ! Se c'é ancora qualcuno che dovesse avere dei dubbi sulla doppia morale della "gauche" francese e non solo, è servito, come dubbi non si possono più avere sul fatto che la stessa altro non sia che un sodalizio di fra-massoni al totale servizio della finanza anglo-sionista. I francesi lo hanno compreso fin troppo bene ed è per questo che premiano il partito della Le Pen, il solo che può liberare la Francia e l'Europa dalla asfissiante ed ipocrita dittatura della trioka degli incappucciati.

Robi43

Gio, 19/03/2015 - 00:18

Strana democrazia quella francese che offre protezione ai criminali stranieri (purchè di sinistra), esalta la satira (purchè derida i cattolici e i mussulmani), ma non tollera la libertà di espressione se si tratta delle battute di Dieudonne'. Non che in Italia le cose vadano meglio!