Kabul, tra le vittime della strage anche il wrestler-eroe che salvava i feriti

Nell'attentato di ieri a Kabul, è morto anche Wakil Hussain Allahdad, l'ex campione di wrestling che andava a soccorrere i feriti degli attentati terroristici

A Kabul era diventato famosissimo. Prima come campione di wrestling, poi come soccorritore. Dopo ogni attentato che colpiva il cuore della capitale afghana, accorreva in aiuto dei feriti. La sua forza, quella di un vecchio campione di lotta, era utile per trascinare via i feriti o per raccogliere i corpi delle vittime. Ma questa volta, il destino ha voluto che fosse lui a essere raccolto da altri. Wakil Hussain Allahdad, uno dei simboli della comunità sciita afghana, è una delle tante vittime dell'orribile attentato che ha colpito Kabul nelle scorse ore.

Come scrive il New York Times, che ha riportato la notizia della sua morte e la storia di questo eroe della capitale afghana, la sua vecchia casa, in una strada trafficata della parte occidentale di Kabul è il luogo di un pellegrinaggio di persone che piangono la morte del loro eroe. "Era solo il figlio di un povero che cercava di guadagnare pane per i suoi figli", ha detto l'anziano padre, Hussain Ali Allahdad, asciugandosi le lacrime con un fazzoletto bianco. Alcuni sono andati da lui per rendere omaggio alla memoria del figlio, qualcun'altro è restato per recitare un versetto del Corano e pregare.

Molti visitatori si sono scusati per essersi presentati tardi, impegnati con altri funerali e sepolture. Uno aveva un cugino ucciso nell'attentato, un altro aveva un cognato, un terzo aveva un vicino. Eppure nessuno ha voluto rinunciare a far visita al padre di quello che è considerato dalla comunità sciita un vero e proprio martire. Ucciso in un efferato attentato mentre faceva delle copie per i suoi documenti.

Secondo le ultime notizie che arrivano da Kabul, il bilancio dei morti è fermo a 57, tra cui molte donne e bambini. I feriti sono 119 feriti. L'attentatore suicida si è fatto esplodere all'entrata di una scuola nel quartiere sciita di Dasht-e-Barshi, nella parte est di Kabul, usata come centro di registrazione per le elezioni . Lo Stato islamico, che imperversa in Afghanistan già da anni, non vuole che i cittadini si rechino al voto. Oppure, vuole rendere le elezioni semplicemente un bagno di sangue.

Una strage orrenda che, purtroppo, non sembra essere l'ultima. Il terrorismo islamico colpisce costantemente tutto il Paese. La guerra fra talebani e Isis miete vittime fra i civili. E l'esercito afghano, insieme alle forze occidentali, non sembra in grado di fermare l'escalation. Serviranno, purtroppo, altri eroi. Eroi come Allahdad, che è già divenuto il martire di una delle comunità più ferite da questa violenza, gli sciiti afghani.