Kamikaze Isis si fa esplodere in Afghanistan: decine di morti

Un kamikaze legato all’Isis si è fatto saltare in aria nella provincia di Nangarhar uccidendo almeno 36 persone. L’attacco è avvenuto durante la tregua stipulata tra militari e milizie talebane per la festa dell’Eid al-Fitr che celebra la fine del Ramadan

Un nuovo gravissimo attacco ha sconvolto l’Afghanistan durante le celebrazioni per la fine del mese sacro del Ramadan. Nella provincia di Nangarhar, nel nord ovest del Paese, un kamikaze si è fatto saltare in aria nel secondo giorno del cessate il fuoco proclamato tra le forze governative e i gruppi dei talebani in occasione dell’Eid al-Fitr.

L’attentatore suicida ha colpito nel distretto di Rodan uccidendo almeno 30 persone e ferendone altre 60, molte delle quali versano purtroppo in gravi condizioni. Secondo fonti governative, tra le vittime ci sono militari di Kabul, miliziani legati agli integralisti islamici locali e civili.

L’attacco è avvenuto in una zona considerata dalle autorità come la base principale da cui partono tutte le operazioni degli uomini dell’Isis. E infatti, un comunicato diffuso da Amaq, l'agenzia dello Stato islamico, sostiene che si sarebbe trattata di “un’operazione di martirio che ha colpito un raduno di membri delle forze di sicurezza afghane e del movimento dei Talebani”.

Questo è il primo evento sanguinario portato a termine dall’entrata in vigore di venerdì della tregua tra le opposte fazioni che si combattono nel Paese. Forse non è stata casuale la scelta del luogo e del momento dell’attentato. Infatti, l’azione è avvenuta poco prima che il presidente afgano Ashraf Ghani annunciasse una estensione della sospensione di ogni manovra armata da parte dell’esercito regolare, chiedendo ai talebani di fare altrettanto.

Nonostante il grave atto che mira a destabilizzare ancor di più l'Afghanistan, in un messaggio televisivo trasmesso ieri, lo stesso Ghani ha annunciato una ulteriore proroga del cessate il fuoco per almeno un’altra settimana.

Invece, i miliziani legati agli studenti islamici hanno rifiutato di estendere lo stop alle loro azioni militari. Lo ha reso noto un portavoce dei ribelli, Zabihullah Mujahid che ha dichiarato che le operazioni riprenderanno già dalla prossima notte.