Kiev, selfie e fiori davanti alla finta lapide di Putin

Dopo la protesta inscenata dagli attivisti, davanti all'ambasciata russa a Kiev, è iniziato un vero e proprio pellegrinaggio

Una macabra protesta anti- Putin è stata inscenata davanti all'ambasciata russa a Kiev. Un gruppo di attivisti ucraini ha realizzato una lapide di marmo nero con una foto del presidente russo raffigurato come Adolf Hitler. E, vicino alla lapide, hanno celebrato un vero e proprio funerale, intonando canzoni ingiuriose nei suoi confronti e spruzzandoci sopra champagne. I festeggiamenti che sono arrivati in seguito alle voci che si sono rincorse nei giorni scorsi e che vedevano Putin dapprima sparito, poi a Lugano in una clinica svizzera per il parto della compagna, l'ex campionessa olimpica Alina Kabaeva, e che alla fine sono state messe a tacere con la comparizione in una tv riussa per un'intervista.

Intanto però la finta lapide è divenuta luogo di pellegrinaggio. Nelle ultime ore in molti hanno portato un fiore, acceso un lumicino e si sono scattati un selfie, davanti al piccolo monumento, come si vede nelle foto:

Commenti
Ritratto di Svevus

Svevus

Lun, 16/03/2015 - 11:44

Gli ucraini hanno ancora voglia di scherzare buttandosi sul macabro. Purtoppo se c' è un funerale da celebrare ve ne è uno solo : quello della ex-Ucraina suicidatasi su consiglio della sig.ra Nuland e fallita economicamente, territorialmente, politicamente e moralmente.

Ritratto di giuseppe zanandrea

giuseppe zanandrea

Mar, 17/03/2015 - 09:16

OK svevus@ e ci si continua a occupare di questa Ukraina golpista e autoritaria che sul piano geopolitico, pur coi suoi 40 mio. di abitanti, conta nulla ed è usata come paravento alle azzardate manovre della Germania al guinzaglio degli USA! Io -fossi nei loro panni- mi guarderei bene dallo stuzzicare l'Orso russo che prima o poi la farà pagare con gli interessi ai vicini che ora si fanno forti della protezione che a parole gli assi curano gli Yankees e i crucchi, ma che sanno benissimo che mai si spigeranno al punto di non ritorno coi russi.