L'«annus horribilis» della Malaysia Airlines

Prima una scomparsa che è ancora oggi il più grande mistero della storia dell'aviazione civile. Poi, ieri, il probabile abbattimento di un altro suo Boeing, con oltre 300 vittime, il primo ministro malaysiano Najib Razak che si dichiarava «scioccato» dall'incidente, le diplomazie di tutto il mondo in allerta per capire se ci fossero connazionali a bordo. Per la Malaysia Airlines è un annus horribilis.
Due gravissimi incidenti nell'arco di solo quattro mesi, che hanno causato in tutto la morte di almeno 534 persone tra passeggeri ed equipaggio.
La tragedia di ieri arriva in un momento in cui la compagnia di bandiera della Malaysia non si è ancora ripresa dagli interminabili strascichi della scomparsa del suo volo MH370 lo scorso 8 marzo, quando un Boeing con 239 persone a bordo sparì da tutti i radar poco dopo un'ora dal decollo da Kuala Lumpur, in direzione Pechino. Non si è mai scoperto cosa avvenne, né perché. Dopo che i sistemi di comunicazione furono spenti manualmente, l'aereo virò bruscamente verso sud-ovest, e continuò a volare per altre sei ore, in una zona dell'Oceano Indiano lontana migliaia di chilometri dalla terraferma. Eppure, a distanza di oltre quattro mesi, neanche un detrito di quel Boeing è mai stato trovato.
L'incrocio dei pochi dati da satellite ha portato a identificare una striscia di mare a ovest dell'Australia che potrebbe essere quella della zona di impatto con l'acqua: ma nelle ricerche non è stato ritrovato nulla. Tanto che negli ultimi tempi sono maturate nuove ipotesi, e le ricerche si sono spostate anche in aree diverse. Ma la vicenda, per la Malaysia Airlines, con un bilancio negli ultimi anni in perdita anche sotto i colpi della concorrenza delle compagnie low-cost, si era trattato di un fatto con conseguenze durissime. Non solo l'incidente e il conseguente danno d'immagine, ma anche la pessima gestione dell'emergenza dal punto di vista della comunicazione, che aveva coinvolto lo stesso governo di Kuala Lumpur. Sotto la pressione della Cina, che in quell'incidente perse oltre 150 suoi cittadini, vennero a galla incompetenza, scarso rispetto dei familiari delle vittime, e soprattutto la società fu accusata di voler nascondere informazioni preziose. I rapporti diplomatici per Kuala Lumpur si sono fatti da allora molto più complessi e delicati, mentre la Malaysia Airlines ha aggiunto alle nuove perdite anche un calo importante in Borsa: a maggio era scesa di oltre il 50 per cento rispetto a inizio anno. E seppure l'incidente di ieri non sia in nessun modo attribuibile alla compagnia, è altrettanto certo che non contribuirà a risollevare i suoi affari già in grande difficoltà.