Las Vegas: fucili, colpi e telecamere. Così ha pianificato strage

Paddock aveva pianificato la strage nei minimi dettagli. Una nota sul tavolino

Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli Stephen Paddock, il killer che ha aperto il fuoco da una finestra del Mandalay Resort di Las Vegas, uccidendo 59 persone in quella che è la strage per mano di un uomo più sanguinosa che l'America ricordi.

Sono foto diffuse questa mattina a mostrare la stanza d'albergo da cui Paddock ha sparato sulla folla che assisteva a un concerto country. Immagini che parlano di un arsenale portato al Mandalay, tra fucili d'assalto con montato anche un mirino e un pavimento coperto dai bossoli delle centinaia di colpi esplosi.

Ci sarebbe anche una nota, lasciata su un tavolo, sul cui contenuto non ci sono al momento dettagli. Lo sceriffo di Las Vegas, Joseph Lombardo, ha però invece spiegato che Paddock aveva anche piazzato telecamere di sorveglianza intorno al suo covo, per tenere sotto controllo il corridoio. Una pianificazione meticolosa dell'attacco, dopo il quale si è suicidato.

Le immagini, pubblicate dall'emittente locale Boston 25 e dalla Bild in Germania, sono ora tra le carte degli inquirenti, dove ci sono anche molti dubbi sui motivi della strage. Dubbi che ora potrebbero essere forse chiariti dalla compagna dell'uomo, tornata dalle Filippine e che l'Fbi spera possa rivelarsi un testimone chiave.