L'assessora di Molenbeek "Oggi finisce un incubo"

L'italiana Annalisa Gadaleta: "Finito un incubo durato mesi"

"Oggi è finito un incubo durato mesi. Dopo la strage di Parigi abbiamo avuto tanta paura. Ora tutti noi abbiamo voglia di vivere e di riprendere il lavoro per rilanciare la nostra Molenbeek. Siamo tutti sollevati". Annalisa Gadaleta ha 44 anni. È arrivata in Belgio nel '94 da Bari, dove da giovanissima è stata iscritta alla Fgci, la federazione giovanile del Pci, di Nichi Vendola e Franco Giordano. Dal 2012 è 'assessorà Verde all'istruzione pubblica e alle politiche ambientali del quartiere considerato troppo frettolosamente come la capitale del cosiddetto 'Belgistan', con una presenza musulmana attorno al 40%. Qui, a pochissimi km dalla Grand Place, sono stati organizzati i commandos della strage del Bataclan. E oggi è stato arrestato Salah Abdeslam.

"Subito dopo i primi spari - racconta concitata all'ANSA - mi ha chiamato la direttrice della scuola che si trova nello stesso isolato del palazzo dove è stato trovato Salah. E' una materna ed elementare. Erano poco prima delle cinque e c'erano ancora una cinquantina di bambini tra i 4 e i 10 anni, quelli del doposcuola. Li abbiamo messi tutti al riparo, nell'ala più lontana da dove venivano gli spari. Il cortile e tutto intorno era pieno di forze speciali e di agenti della Polizia federale. Sono rimasto con loro sino alle 7, quando sono venuti i genitori a prenderli a uno a uno, scortati dalle teste di cuoio".

Anche lei si dice sorpresa del fatto che Salah sia stato arrestato proprio qui. "Evidentemente c'è un network, una organizzazione che lo ha aiutato, un pò come capita con i mafiosi latitanti. Sicuramente c'è stata tanta omertà. Ma vorrei che fosse chiaro che Molenbeek non è il far west. E' un quartiere popolare, ma come ce ne sono tanti, anche in Italia. Non si trovano in giro uomini armati. Abbiamo tanti problemi economici e sociali. Anche per quanto riguarda la presenza musulmana, la stragrande maggioranza di loro è composta da famiglie perbene, a fianco di piccolissimi gruppi estremizzati". Annalisa sottolinea di non aver mai ricevuto minacce: "Nulla di tutto questo. Semmai temo che ad avere più problemi siano proprio i miei amici islamici, qui come nel resto del mondo". Ovviamente non ha mai avuto sentore che Salah potesse essere a Molenbeek. "Il nostro è un quartiere molto popoloso e questo aiuta a nascondersi. Tuttavia siamo ancora tutti sorpresi. Ma oggi siamo felici e sollevati. Non vediamo l'ora di riprendere un lavoro di integrazione, con le famiglie, i giovani che si era parzialmente interrotto dopo Parigi. Spero che riusciremo a riabilitare l'immagine di Molenbeek e di chi ci vive. Vorrei che oggi sia un punto di ripartenza, vorrei che riuscissimo a riprendere fiducia in noi stessi e che tornasse la speranza nel futuro delle persone perbene".

Commenti

Aegnor

Sab, 19/03/2016 - 08:51

Cara Assessora,ne finisce uno ma le risorse ne hanno in serbo tante altre,credici.

cecco61

Sab, 19/03/2016 - 10:32

Com'era prevedibile ci sta una zecca rossa dietro l'islamizzazione del Belgio. E poi certo che non girano armati visto che gli attentati li fanno negli Stati vicini e tornano lì a nascondersi protetti dall'assessora, nella casa che lei gli ha generosamente messo a disposizione.