L'Avana e Washington più vicine, ma la diplomazia dovrà attendere

L'ambasciata doveva essere inaugurata ad aprile, ma per ora non se ne parla: mancano persino le automobili

Cuba e Stati Uniti sono più vicini di quanto non siano stati da tempo. È vero da quando il presidente Obama ha riaperto ai rapporti con l'isola castrista. E piccoli passi vengono compiuto sulla strada di una normalizzazione dei rapporti.

È notizia di ieri, per esempio, che per la prima volta da diversi anni un traghetto collegherà Cuba e la costa americana. E dal tre luglio la compagnia aerea Jetblue volerà da New York all'Avana senza scali. Ma sotto altri punti di vista Cuba e Stati Uniti restano ancora lontani.

Di recente la Casa Bianca ha annunciato al Congresso l'intenzione di cancellare l'isola dall'elenco degli Stati sponsor del terrorismo. C'è però una scadenza che già non è stata rispettata: l'apertura dell'ambasciata statunitense sull'isola.

A marzo Obama aveva detto di volerla pronta per aprile, ma al momento la rappresentanza diplomatica a Cuba non ha né una flotta di automobili né uno spazio adatto alle operazioni. "Siamo nel bel mezzo di un negoziato", ha detto un funzionario americano, John Feeley. L'amministrazione ha chiesto sei milioni di fondi in più per la missione all'Avana. Nel frattempo, le relazioni diplomatiche dovranno aspettare.