L'avvertimento della Nasa, effetti El Nino come nel 97-98

Esiste una somiglianza sorprendente con El Niño del dicembre 1997, marchio di un grande e potente fenomeno, afferma l'agenzia spaziale statunitense

Gli effetti dell'attuale fenomeno del El Niño, che si sta sviluppando nell'Oceano Pacifico, potrebbero essere uguali se non peggiori di quelli del 1997-1998, quando si registrò il più forte evento di sempre con conseguenze molto importanti a livello mondiale. L'avvertimento è stato lanciato oggi dalla Nasa secondo la quale, in base alle ultime immagini satellitari, la corrente "non mostra segni di cedimento".

"Esiste una somiglianza sorprendente con El Niño del dicembre 1997, marchio di un grande e potente fenomeno", afferma l'agenzia spaziale statunitense. Con El Niño si indica un anomalo riscaldamento della temperatura dell'acqua dell'Oceano Pacifico, che può avere effetti considerevoli sul clima del nostro pianeta tanto più questo valore è elevato. Il fenomeno è ciclico e si verifica nei mesi di dicembre e gennaio in media ogni cinque anni, ma con un periodo statisticamente variabile fra i tre e i sette anni, e i suoi effetti possono persistere anche nella primavera successiva e dure fino a 12 mesi

Nel 2015 ha condizionato il clima a livello mondiale causando una serie di eventi meteorologici estremi come inondazioni o condizioni di caldo insolito nell'emisfero settentrionale. In particolare quest'anno El Nino è stato collegato alle peggiori inondazioni degli ultimi 50 anni in Paraguay, Argentina, Uruguay e Brasile che hanno costretto più di 150.000 persone dalle loro case. Più di 100.000 di questi solo ad Asuncion, capitale del Paraguay. Negli Stati Uniti, 13 persone sono morte nello stato americano del Missouri a causa di fiumi in piena dopo che tornado e tempeste hanno colpito la regione. Un tratto lungo 8 km del fiume Mississippi vicino a St. Louis è stato chiuso alla navigazione, anche in vista di un ulteriore innalzamento del livello delle acque.

Poiché sia la siccità che le inondazioni continuano, la scala dei potenziali impatti preoccupa le agenzie umanitarie, secondo le quali nel 2016 El Niño è destinato ad aumentare i rischi di carestie ed epidemie in tutto il mondo e specialmente in paesi già segnati dalla guerra civile come Siria, Sud Sudan e Yemen. Si stima che la scarsità di cibo raggiungerà un picco in Sud Africa nel mese di febbraio, con il Malawi che stima che quasi tre milioni di persone avranno bisogno di assistenza umanitaria prima di marzo. El Nino è stato anche citato come fattore della violenza della tempesta Frank che ha colpito le parti settentrionali del Regno Unito, costringendo centinaia di persone ha lasciare le loro case e lasciando circa 2mila abitazioni senza elettricità.

Temperature più elevate rispetto alla media stagionale sono state registrate in molte parti d'Europa e negli Stati Uniti. Il giorno di Natale in Francia la colonnina di mercurio ha toccato il ​​secondo livello più alto mai registrato, appena inferiore a quella del 1997. Il clima mite ha costretto gli agricoltori a raccogliere prematuramente ortaggi come insalata, fragole e asparagi e la disperazione provocata dalla mancanza di neve ha spinto una stazione scistica a trasportare 100 tonnellate di neve in elicottero. Al contrario, in Messico El Nino ha portato temperature polari nel nord del Paese, con la neve che è caduta anche in alcune parti del deserto di Sonora per la prima volta in 33 anni, provocando tre morti per il freddo.