Il leader ancora minorenne che sognava di vedere Messi

A 17 anni è stato la mente dell'attentato. Radicale ed estremista, era grande appassionato di calcio

Classe 1999 recita la carta d'identità di Moussa Oukabir, nato a Ripoll, due passi da Girona. Moussa, raccontano gli amici del quartiere, non aveva la ragazza, la sua più grande passione era l'Olympique di Marsiglia, la squadra di calcio, anche se negli ultimi post aveva spiegato di voler seguire le gesta del Girona, appena promosso nella Liga spagnola. «Quando verrà qui il Barcellona con Leo Messi sarà una giornata indimenticabile», scriveva su Facebook. Si era persino segnato la data, il 24 settembre, ben sapendo che non avrebbe mai assistito all'evento sportivo atteso con trepidazione da qualsiasi ragazzino della minuscola Ripoll. A Barcellona, ironia della sorte, ci è andato lui con i suoi complici, per compiere la strage. Oubakir, che a 15 anni sosteneva di voler «uccidere gli infedeli e lasciare vivi solo i musulmani che seguono i precetti» e che provava una sorta di «repulsione all'idea di vivere vicino al Vaticano», aveva intrapreso la strada del martirio e della radicalizzazione lo scorso autunno, coinvolgendo il fratello maggiore Driss (che continua a proclamarsi innocente), gli amici Said Aalla e Mohamed Hychami, e persino suo cugino Younes Abouyaaqoub, indicato come l'autista folle delle Ramblas.