L'esercito brasiliano a caccia del mosquito e zika fa la prima vittima

Fumigato il sambodromo in vista del Carnevale di Rio, i soldati hanno di fronte un compito arduo: eliminare le larve di milioni di zanzare in un paese grande 3 volte l'Europa e dove ieri c'è stato il primo morto da zika

“L’esercito marciava per uccider la zanzara” potrebbe essere il nuovo slogan delle truppe brasiliane, mobilitate dal governo della presidente Dilma Rousseff per cacciare e, possibilmente, sterminare la zanzara Aedes aegypti, attualmente il nemico numero uno del paese del samba.

Già perché non bastassero la febbre chikungunya e la dengue, che nel 2015 hanno ucciso circa un migliaio di brasiliani infettandone 1,6 milioni, il mosquito in questione è vettore anche del temibile zika virus che – a detta degli infettivologi – può causare la microcefalia nei nascituri e negli adulti la rara sindrome di Guillán-Barré che porta alla paralisi e/o alla morte.

Già 4mila i neonati brasiliani venuti al mondo con la malformazione neurologica al cranio, tutti in coincidenza con la diffusione dello zika, dal maggio scorso ad oggi. Una crescita esponenziale rispetto al passato.

Il timore è che entro il 2020, i bambini con gravi problemi motori e di parola, solo in Brasile, saranno almeno 100mila.

Ieri, intanto, nello stato del Rio Grande do Norte c'è stata la prima vittima di zika virus.

Per questo i principali paesi al mondo sconsigliano alle donne incinte di viaggiare in questo momento nel paese del samba, dove gli infettati da zika sono già 1,2 milioni, mentre American Airlines e United Airlines hanno già promesso il rimborso del biglietto a chi, in questo periodo, doveva volare in Brasile.

E, sempre per quest’emergenza sanitaria, ieri soldati dell’esercito hanno disinfettato con potenti insetticidi il sambodromo per evitare che, tra due settimane, anche le reginette del Carnevale possano essere punte dalla zanzara Aedes aegypti.

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