L'Eta, gli arresti e il sogno dell'Euskal Herria

Era il 1959 quando un gruppo di studenti universitari fondava l'Eta. Oggi, con l'arresto dei due importanti esponenti David Pla e Iratxe Sorzabal, rimangono solo dieci i latitanti dell'ex gruppo armato

I militanti dell'ETA annunciano la fine della lotta armata nell'ottobre del 2011

Tre giorni fa un’operazione congiunta dell’antiterrorismo spagnolo e francese ha portato all’arresto in Francia del 40enne David Pla e della 43enne Iratxe Sorzabal, ritenuti dalle autorità gli ultimi due leader dell’ex gruppo armato separatista dell’Eta, acronimo di “Euskadi ta azkatasuna” che tradotto in italiano significa “Paese basco e libertà”.

Il blitz, organizzato da giorni dalla polizia francese e dalla Guardia Civil spagnola con il nome in codice “Pardines”, in memoria dell’agente Josè Antonio Pardines, ucciso nel 1968 a Villabona e prima vittima del gruppo separatista basco, è avvenuto a Saint Etienne de Baigorry, vicino al confine con la Spagna.

Gli agenti, secondo quanto riportano i media spagnoli, avrebbero sorvegliato per diversi giorni una pensione dove sapevano che gli ultimi capi dell’Eta si sarebbero dovuti incontrare. Insieme a Pla e Sorzabal, dovrebbero essere stati arrestati anche altri due militanti dell’organizzazione.

In un primo momento si era ipotizzato che a finire in manette c’era anche Josè Antonio Urrutikoetxea, storico leader del gruppo ed ex-deputato regionale. La notizia però, ad ora, non è stata confermata e non sono state rese note le generalità delle altre due persone arrestate. Secondo Jorge Fernández Díaz, ministro dell’Interno spagnolo, questi arresti “decapitano definitivamente la cupola dell’Eta”. “La struttura militare – ha continuato il ministro - era già praticamente estinta, mancava quella politica”.

Il 20 ottobre del 2011 il gruppo basco aveva annunciato tramite un video la fine della lotta armata, senza però mai consegnare le armi e senza rinunciare alle sue richieste indipendentiste. “L’Eta – spiegavano nello storico annuncio i militanti dell’organizzazione - ha deciso la definitiva cessazione delle sue attività armate. E chiede ai governi di Spagna e Francia di aprire un processo di dialogo diretto”. Proprio a Pla e Sorzabal si attribuisce la lettura di questo comunicato nel video diffuso.

La donna arrestata, che è entrata a far parte dell’Eta negli anni novanta, è stata recentemente condannata da un tribunale francese per l’uccisione nel 2007 di due poliziotti. L’uomo, invece, dopo essere stato espulso dalla Norvegia - da dove aveva provato ad iniziare delle trattative con il governo spagnolo - viveva in latitanza in Francia. Sempre in Francia, secondo la polizia spagnola, si troverebbero nascosti altri dieci militanti del gruppo. Gli ultimi.

L’Eta - nata nel 1959 da un gruppo di studenti universitari di Bilbao in rotta con il Partito nazionalista basco - ha sempre avuto come obiettivo quello di creare l’Euskal Herria, uno Stato socialista che dovrebbe comprendere le province dell'attuale comunità autonoma spagnola di Euskadi, la comunità autonoma di Nafarroa e le tre province del sud-ovest della Francia, quelle di Lapurdi, Zuberoa e Baxenabarre.

Il gruppo separatista basco - che è considerato responsabile di più di 800 uccisioni, per la maggior parte agenti di polizia e militari - ha sempre sostenuto, almeno fino al 2011, che la propria lotta sarebbe dovuta andare avanti sia impugnando le armi, sia attraverso la politica. Non a caso il simbolo dell’organizzazione è un serpente che si avvolge attorno ad un’ascia. Il serpente raffigurerebbe la politica e l’ascia la lotta armata. A chiudere, nel basso, troviamo il motto “Bietan jarrai” che significa “perseguire entrambi”.

Ora l'ascia di guerra è stata seppellita e i militanti quasi tutti arrestati. Difficilmente, però, si cancellerà il sogno del popolo basco. Un sogno ancora molto sentito e che, poco più di un anno fa, avava fatto sfilare per le strade di Bilbao circa 100mila persone in supporto dei propri detenuti politici.