Libia, parla il generale Haftar: "Pronto a marciare su Tripoli"

Le dichiarazioni sono arrivate durante una riunione con i capi tribali in diretta televisiva. Secondo alcuni analisti, Haftar vorrebbe avanzare sulla capitale libica prima di novembre. L'Italia ora deve fare in fretta

In Libia la tregua continua (molto faticosamente) a reggere. Ma se le violenze si sono arrestate, non lo è lo scontro politico. E ora il generale Khalifa Haftar, il leader delle milizie di Tobruk, si dice pronto a marciare su Tripoli. Sono parole importantissime, arrivate dopo una riunione con circa 30 leader triali e trasmessa in diretta dall'emittente libica Al Hadath.

Il comandante dell'Esercito nazionale libico ha ribadito che non accetterà il progetto della nuova costituzione che il parlamento di Tobruk dovrebbe ratificare entro il 10 settembre. A tal proposito, Haftar ha detto che il progetto dovrà essere ratificato dopo le elezioni, altrimenti "il popolo libico rifiuterà la nuova Costituzione". Dichiarazione importanti, visto che è la Francia a sostenere la necessità delle elezioni a dicembre, mentre l'Italia segue la strategia per cui il voto non deve essere anteriore alla pacificazione. Haftar, con queste frasi, sembra rimarcare il supporto di Parigi.

Ma quello che preoccupa, adesso, è che l'uomo forte della Cirenaica ha affermato, e più volte, che è pronto a prendere la capitale libica. Secondo quanto sostenuto dal generale, è lui stesso a tenere i contatti con le milizie di Misurata e Zentan e ha confermato che le forze a lui legate e già presenti a Tripoli sono pronte a prendere la città. "Non lasceremo cadere Tripoli, lì il popolo libico dovrà vivere in sicurezza".

La questione è particolarmente spinosa. La possibile avanzata di Haftar verso Tripoli cambierebbe radicalmente il quadro delle alleanze ma soprattutto il peso delle forze in campo. E questo potrebbe essere un duro colpo soprattutto per l'Italia. Come riporta Radio France Internationale, alcuni analisti credono che il generale di Tobruk abbia intenzione di assaltare la capitale libica prima di novembre, di fatto rendendo inutile o orientando in maniera definitiva la conferenza internazionale sulla Libia promossa da Roma e sostenuta da Washington.

La decisione di Haftar potrebbe essere la pietra tombale sui piani italiani per la Libia. E adesso, con Fayez al Sarraj debolissimo, si rischia di entrare in una difficile spirale di violenze per cui il pericolo, per l'Italia, è che soccomba l'unico nostro interlocutore privilegiato in Libia: il governo di Tripoli. La speranza è che il governo italiano si muova in tempo o per scongiurare l'avanzata (facendo blocco con le potenze che riconoscono e sostengono Sarraj) oppure, se risulterà ineluttabile, cercare di allacciare il più possibile i rapporti con Tobruk prima che sia troppo tardi. E lo può fare non solo direttamente con Haftar, ma anche, indirettamente, con i suoi sponsor: Francia, Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti.

Commenti
Ritratto di Leon2015

Leon2015

Ven, 07/09/2018 - 13:36

Ma sto tizio.... non stava male?

acam

Ven, 07/09/2018 - 13:41

ricordo che circa 15 mesi fa haftar cheiese aiuto all'italia e il governo di allora sostenn al sarrai a tripoli...

agosvac

Ven, 07/09/2018 - 14:25

Tra tutti gli alleati di Haftar, la Francia è la meno importante. Sono la Federazione Russa e l'Egitto che potrebbero consentire ad Haftar di Governare, ammesso che riuscisse a riunificare la Libia, cosa che potrebbe fare solo con l'aiuto della maggioranza delle tribù libiche, come fece a suo tempo Gheddafi. Pertanto è solo con Putin ed Al Sisi che il Governo italiano dovrebbe discutere. Non escluderei neanche la Cina: ha tanti di quei soldi da impiegare che potrebbe arricchire l'intera Libia.

Ritratto di ANGELO POLI

ANGELO POLI

Ven, 07/09/2018 - 14:32

Haftar dice, Haftar fa, Haftar vuole occupare Tripoli. Lo può fare perché dietro di sé ha carri armati e armamenti che qualcuno gli ha fornito sottobanco. Seraj, appoggiato dall'ONU tace. Se Seraj avrà dietro di sé altrettanti carri armati o forse più e stati e organizzazioni internazionali che lo appoggiano a viso aperto sarà lui a dire, a fare... e si terrà una conferenza di pace. Con le sole buone intenzioni e parole, quando si ha di fronte un malvagio/i che non vogliono capire per i loro interessi, l'agnello belante le sue ragioni viene sempre mangiato dal lupo. A meno che non ci sia qualcuno altrettanto forte come il lupo cattivo o di più che ne prenda le difese. Solo così si arriverà ad una conferenza di pace. Chi ha orecchie per intendere, intenda.

tormalinaner

Ven, 07/09/2018 - 15:45

Mandiamo truppe il libia e facciamola finita, in Libia abbiamo già oltre 2.000 militari più o meno visibili, dobbiamo battere Macron.

gpl_srl@yahoo.it

Sab, 08/09/2018 - 08:10

Evidentemente Aftar viene finanziato ben bene da quel Macreau che lo vuole assolutamente al potere per permettere alla francia una calda primavera.