L'indipendentista catalano Junqueras resterà in carcere

La giustizia ha negato la scarcerazione del leader, che non potrà essere presidente

Dovrà rimanere in carcere Oriol Junqueras, leader indipendentista di Esquerra Republicana e principale alleato dell'ex presidente della Generalitat, Carles Puigdemont.

Già ministro dell'Economia e numero due del governo locale, Junqueras è stato arrestato con l'accusa di ribellione, sedizione e uso improprio dei fondi pubblici all'indomani del referendum sull'indipendenza di ottobre, mentre il collega Puigdemont fuggiva in Belgio con cinque ministri.

Terzo partito alle ultime elezioni locali, Esquerra Republicana ha ottenuto 32 seggi, due meno del Junts per Catalunya (JxCat) di Puigdemont. Entrambi i partiti indipendentisti, primi a livello di coalizione, hanno dovuto cedere agli unionisti di Ciudadanos, che con 37 seggi sono usciti dalle urne come primo partito della regione autonoma.

Chiamato a decidere sulla sorte di Junqueras, la giustizia catalana ha optato per non liberarlo, sostenendo che non ci sia alcuna garanzia che non tenterà di ripetere il reato di cui è accusato.

Concretamente significa che non potrà esercitare i suoi diritti da deputato dopo il 21 dicembre né essere il prossimo presidente della Catalogna, un'opzione che era sul tavolo nel momento in cui a Puigdemont non fosse stato concesso di tornare, ma che peraltro non piaceva a JxCat, che in questa scelta leggeva un cedere alla Spagna e al commissariamento del governo locale.

Mentre in chiave politica è la vicenda di Junqueras a tenere banco, il conflitto tra indipendentisti e unionisti tracima anche nel mondo del calcio. Secondo il quotidiano spagnolo El Mundo, Leo Messi avrebbe imposto una clausola nel suo nuovo contratto con il Barcellona che lo autorizzerebbe ad andarsene se la regione dovesse diventare indipendente e il club essere di conseguenza espulso dalla Liga.