L'Iran è pronto a superare i limiti delle riserve di uranio

Il portavoce dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana: "Da oggi inizia il conto alla rovescia e, entro il 27 giugno, la nostra produzione di uranio supererà i 300 chilogrammi"

Dopo l'uscita dell'amministrazione Trump dall'accordo internazionale sul nucleare iraniano (Jcpoa), l'Iran passa al contrattacco e annuncia, per bocca del portavoce dell'Organizzazione per l'energia atomica, Behrouz Kamalvandi, importanti cambiamenti: "Abbiamo già aumentato la produzione di uranio a Natanz. Da oggi inizia il conto alla rovescia e, entro il 27 giugno, la nostra produzione di uranio supererà i 300 chilogrammi".

Lo stesso Kamalvandi ha poi aggiunto che gli europei "o non vogliono fare qualcosa o non sono capaci di farla. Abbiamo aspettato un anno, era la nostra 'pazienza strategica'. Ci sono due scenari. Uno è procedere con l'arricchimento fino al 5% per la centrale nucleare di Busher, mentre l'altro prevede un incremento fino al 20% per il reattore di Teheran".

Cosa vuole Teheran? Ma, soprattutto, cosa vuole Washington? Difficile dirlo. Ieri, in un'intervista a Fox News, il segretario di Stato Mike Pompeo ha detto che il presidente Donald Trump "ha fatto tutto il possibile per evitare la guerra, non vogliamo la guerra". Tuttavia per il capo della diplomazia degli Usa, Washington garantirà la libera navigazione attraverso le "zone vitali": "Gli Stati Uniti stanno lavorando per prendere tutte le azioni necessarie, diplomatiche o meno, per raggiungere questo risultato", ha detto Pompeo.

Tuttavia la questione centrale è: l'Iran sta rispettando o meno gli accordi del Jcpoa? Secondo gli Stati europei garanti del patto sì. E pure secondo la Russia, come confermato dal portavoce del Cremlino Dmitri Peskov: "Una recente ispezione dell'Aiea e il relativo rapporto hanno constato che l'Iran sta assolvendo appieno i suoi obblighi e noi ci basiamo su questo". C'è quindi ancora una speranza che si possa arrivare a discutere un nuovo accordo, come auspicato anche dal presidente iraniano Hassan Rouhani: "L'attuale situazione è molto critica", ma la Francia e gli altri Paesi firmatari del Jcpoa "hanno ancora una piccola possibilità di svolgere il loro ruolo storico e salvare l'accordo". E infine: "Non c'è dubbio che il crollo del Jcpoa non porterà benefici all'Iran, alla Francia, alla regione e al mondo".