L'Irlanda torchia Google: il garante della privacy indaga su maxi violazione dati

Il garante per la protezione dei dati irlandese ha annunciato di aver aperto un'indagine nei confronti di Google

L'Irlanda mette nel mirino Google. Il garante irlandese per la protezione dei dati ha aperto un'indagine su Big G.

L'azienda statunitense è sospettata di aver raccolto una quantità massiva di dati personali attraverso il servizio Double Click-Authorized Buyers. Inoltre, il colosso di Mountain View avrebbe condiviso tali informazioni con "migliaia di aziende ogni giorno", così come annunciato pubblicamente dal proponente della denuncia Johnny Ryan, responsabile delle policy del browser open-source Brave.

Spieghiamo. Secondo quanto denunciato dall'organizzazione, quando una persona visita un sito su cui è presente il servizio Double Click-Authorized Buyers, informazioni che possono includere la posizione geografica, inferenze sul culto, la religione o la posizione politica, cosa stanno leggendo, guardando o ascoltando online e un codice identificativo unico che consente una profilazione che può essere arricchita nel tempo sarebbero condivise centinaia di miliardi di volte nell'arco di una giornata per fini di targettizzazione pubblicitaria.

Nel dare comunicazione dell'apertura delle indagini, il Garante della privacy rlandese ha scritto: "È stata avviata un'inchiesta legale ai sensi dell'articolo 110 del Data Protection Act 2018 in relazione al trattamento dei dati personali da parte di Google Ireland Limited nel contesto del suo Ad Exchange online".

L'inchiesta arriva a quasi un anno dalla piena effettività del Regolamento generale per la protezione dei dati dell'Unione Europea, entrata in vigore il 25 maggio del 2018.

Commenti

cgf

Mer, 22/05/2019 - 22:51

cambiate browser, usate TOR, se lo usate, per come è fatto, diviene molto difficile profilarvi, è disponibile per Windows, OS X, Android e diversi sistemi operativi unix-like quindi anche le varie distro Linux