L'Isis ha rivendicato il fallito attacco ai militari a Bruxelles

Un somalo trentenne aveva aggredito due militari. "Era un soldato del Califfato"

La rivendicazione infine è arrivata, dai consueti canali che amplificano la propaganda del sedicente Stato islamico (Isis). Ci sono i jihadisti dietro il fallito attacco a Bruxelles, in Belgio, dove un somalo trentenne (guarda il video) armato di coltello ha aggredito ieri due soldati, per poi essere ucciso nello scontro.

L'uomo, che aveva dei precedenti per aggressione, ma non per terrorismo, avrebbe dunque agito ispirato dai terroristi dei Abu Bakr al-Baghdadi, in un attacco che sin da subito aveva ricordato una scia di colpi tentati o messi a segno in Europa da persone entrata in contatto con il pensiero dei jihadisti.

"L'autore dell'accoltellamento a Bruxelles è uno dei soldati dello Stato Islamico ed ha agito in risposta all'appello a colpire i Paesi della colazione (a guida Usa)", si legge nella rivendicazione dell'Isis, che utilizza parole ormai diventate un cliché per definire tutti quegli assalti non coordinati direttamente dalla Siria, ma comunque ispirati dalle milizie nere.