"L'Isis è l'amore di una vita". Indagato un 19enne di Savona

Sui social frasi inneggianti allo Stato islamico. I Ros hanno requisito un diario in arabo e un computer

"La Jihad è un pilastro della religione islamica". Con queste parole un giovane marocchino di 19 anni residente a Ceriale, un comune in provincia di Savona, ha espresso più volte il suo apprezzamento per i tagliagole dell'Isis. Brahim Aboufares è andato anche oltre nei numerosi post su Facebook che hanno insospettito i carabinieri. "I mujaheddin sono eroi", aveva infatti scritto in uno dei suoi deliri sui social.

La radicalizzazione del giovane sarebbe avvenuta sul web, come spesso accade. E sul web ha trovato modo di essere espressa agli altri: il 10 dicembre dello scorso anno, infatti, ha pubblicato un post in cui diceva di volere abbandonare il social network per "studiare l'Islam" e "vivere di più nella vita reale". Un suo contatto gli aveva anche risposto: "Pensavo partissi per Hurrya verso Dabiq". Ovvero, verso la Siria.

Questi messaggi hanno insospettito i carabinieri del Ros, che coordinati dal procuratore aggiunto Nicola Piacente e dal sostituto Federico Manotti hanno temuto che il giovane volesse unirsi ai foreign fighter. Nei giorni della tragica strage al giornale satirico Charlie Hebdo, aveva definito le manifestazioni di cordoglio dei giorni successivi "la marcia degli ipocriti". Per precauzione aveva anche cambiato profilo Facebook per pubblicare i suoi commenti in favore dello Stato Islamico.

I carabinieri del Ros ieri all'alba hanno perquisito la sua casa. Il ragazzo è accusato di apologia del terrorismo e arruolamento di persone per compiere atti con finalità terroristiche. Con lui è indagato anche un connazionale di venti anni. "È persona che sembra avere intrapreso un chiaro percorso di radicalizzazione aderendo al fronte jihadista globale", hanno scritto i pm del gruppo terrorismo. Dalla sua camera i militari hanno sequestrato un'agenda scritta in arabo e un computer. Quello con cui avrebbe messo a punto l'applicazione per cellulari con la quale consultare dal telefonino brani del Corano e altro materiale religioso. Lo stesso computer con cui avrebbe contattato, atraverso i social, soggetti "a rischio" o "attenzionati" dalle forze dell'ordine.

Secondo quanto sostengono i pm, non si tratterebbe di una ragazzata. Ma di vera adesione al califfato. Tanto sentita da fargli dire: "l'Isis è l'amore di una vita".

Commenti

Mobius

Ven, 29/05/2015 - 23:49

Fra parentesi, noi italiani non consideriamo "italiani" quelli come lui. Sì, hanno la cittadinanza, il diritto di votare, ecc., ma sono italiani per modo di dire. Di loro non sappiamo che farcene.

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giubra63

Sab, 30/05/2015 - 00:25

arrestarlo, sbatterlo in carcere e spedirlo in Siria, biglietto di sola andata, lui e tutti quelli che lo appoggiano!

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bonoitalianoma

Sab, 30/05/2015 - 01:02

Ma sto tizio è un cittadino italiano figlio di italianissimi da sette generazioni o è uno di quelli venuti nella terra promessa italica servito riverito istruito e bardato di tutto punto dal contribuente italiano fesso da sette generazioni? Ah, la potenza dei social network, vedi il PC che ha sostituito il logorato tubo catodico mentre in altri tempi erano più empirici nei mezzi propagandistici, che permettono di incanalare le energie delle nuove generazioni "affogate" in paranoiche elucubrazioni del vivere quotidiano in fantasmagoriche "avventure trascendentali" che in ultima analisi fanno di un individuo la vittima sacrificale degli uni e un auto convinto liberatore dell'Umanità zimbello dei medesimi uni.

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Runasimi

Sab, 30/05/2015 - 01:08

Un altro fanatico che fa il terrorista seduto davanti alla tastiera di un PC. Se gli capitasse di trovarsi al cospetto di un'assassino dell'ISIS se la farebbe sotto. Sti giovincelli. Anzichè innamorarsi di una ragazza SI INNAMORANO DI TERRORISTI. DOBBIAMO CONVENIRE CHE L'ISLAM OTTENEBRA LA MENTE.

mila

Sab, 30/05/2015 - 03:49

I giovani marocchini si integrano e diventano cittadini italiani con facilita'.