L'Isis modifica i droni commerciali per colpire gli aerei di linea

CentCom declassifica le foto dei droni commerciali utilizzati dall’Isis su Mosul. Le turbine degli aerei di linea sono certificate per l'ingestione dei tessuti molli e non per i materiali utilizzati per i droni.

L’United States Central Command, CentCom, ha declassificato le foto dei droni commerciali utilizzati dall’Isis su Mosul. La tecnologia dei droni non è da tempo esclusiva pertinenza dei militari. Con poche centinaia di euro, chiunque può acquistare un drone stabilizzato dotato di telecamera HD e GPS. La pronta disponibilità di questo tipo di tecnologia offusca la linea tra elettronica militare e commerciale. La stessa tecnologia, ad esempio quella utilizzata nei cellulari, è già implementata nei droni.

Il primo abbattimento di un drone commerciale utilizzato dai terroristi islamici risale al 20 marzo dello scorso anno. Nei pressi di Fallujah, i terroristi islamici utilizzarono un velivolo pilotato in remoto per la sorveglianza. Era un piccolo drone commerciale, acquistabile in internet. Dopo averlo fatto alzare in volo per circa trenta minuti, i fondamentalisti lo hanno fatto atterrare, caricandolo poi su un veicolo. Il comando aereo alleato, che monitorava il contesto tramite rete satellitare, diede ordine ad un caccia armato di pattuglia nell’area di eliminare la minaccia, lanciando un missile contro il mezzo. La distruzione del drone e del veicolo è stata poi confermata dal Combined Joint Task Force. Un mese dopo, l’Isis pubblica sulla rete il video intitolato Defiant Attack on the Apostates at the Refinery. E’ il primo video di propaganda rilasciato sui canali twitter dei jihadisti con immagini ad alta definizione effettuate dall’alto, sopra la più grande raffineria di petrolio del paese, nell’Iraq centrale. La zona filmata era saldamente nelle mani delle forze governative, ma il drone non è stato mai intercettato. Sarebbe opportuno rilevare la drastica differenza tra i piccoli droni commerciali ed i ben più letali Predator utilizzati dalla Coalizione. Tuttavia, una tecnologia relativamente innocua può essere adattata per scopi diversi.

Le capacità di sorveglianza in remoto dell’Isis erano note fin dal 2014. In un video chiamato Clanging of the Swords, Part 4, girato indicativamente nei primi mesi del 2014, si nota una città dell’Iraq occidentale, chiaramente ripresa dall’alto, quasi certamente da un drone. Secondo i dati della Combined Joint Task Force, negli ultimi due mesi le forze militari della Coalizione hanno effettuato raid specifici contro strutture Isis adibite alla modifica ed al controllo in remoto dei droni commerciali. CentCom rileva che l’Isis impiega diversi tipi di droni, ma utilizza principalmente i quadricotteri a causa della loro maggiore stabilità e capacità di carico. Soltanto le grandi potenze militari hanno le risorse per costruire sistemi a bassa osservabilità, ma chiunque può acquistare un piccolo drone.

L’implementazione di svariati sistemi armati ad unità combattenti terrestri, potrebbe conferire loro una capacità di decimare gli avversari a distanza. Il 15 ottobre scorso, l’Air Force ha disattivato per la prima volta un drone dello Stato islamico con un'arma elettronica. Si sarebbe trattato di uno dei primi impieghi operativi per il DroneDefender, un fucile d'assalto provvisto di un jammer o disturbatore di frequenze. La sua portata utile è di 400 metri. Una volta individuata la minaccia UAV, agisce interrompendo il contatto radio tra il drone e l’operatore in remoto. Il sistema DroneDefender ha un peso di sette chili ed è alimentato da una batteria di 4,5 chili, solitamente trasportata in uno zaino.

Gli obiettivi occidentali

La naturale evoluzione di una tale esperienza acquisita sul campo, potrebbe essere messa in pratica contro obiettivi occidentali. Nel 2013, un drone gestito dal German Pirate Party, riuscì ad atterrare vicino il cancelliere tedesco Angela Merkel, durante un evento sportivo a Dresda. Nell’aprile del 2015, un drone che trasportava sabbia radioattiva proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima riuscì ad atterrare sul tetto degli uffici del primo ministro giapponese a Tokyo. Ad oggi, contro uno sciame di droni commerciali non esiste contromisura a causa della loro particolare natura asimmetrica che altera il concetto standard di difesa.

Alterare il paradigma della minaccia

La minaccia attuale è ben più complessa rispetto a quelle percepite nel 2010, a causa delle tecniche di occultamento creative associate ai nuovi dispositivi esplosivi improvvisati e non. L’Improvised Air Threat, infatti, non deve essere necessariamente concepita soltanto come armata, poiché l’implementazione degli esplosivi sui dispositivi a basso costo, in alcuni casi rappresenta soltanto un dettaglio.

La minaccia di accecare i piloti degli aerei di linea con laser ad alta potenza, sebbene rappresenti un serio rischio (linee guida sulla rete), potrebbe essere sostituita da una prospettiva potenzialmente più devastante: lanciare un drone contro una turbina di un aereo in fase di rullaggio o decollo. Il primo incidente noto tra un drone ed un aereo di linea è avvenuto a Londra, lo scorso aprile. Un drone civile ha colpito un aereo della British Airways, in fase di avvicinamento nell'aeroporto di Heathrow, a Londra. Anche se l'incidente si è concluso senza danni significativi, l’episodio ha dimostrato che gli aerei sono progettati per resistere all’impatto con gli uccelli e mai testati in scenari con droni scagliati contro le turbine o i finestrini.

Sui canali vicini ai terroristi, sono facilmente reperibili le informazioni per sfruttare al meglio tale tecnologia per colpire gli aerei di linea. In una simulazione del Virginia Tech’s CRASH, un quadricottero di otto chili è stato risucchiato da un rotore che simulava la turbina di un Boeing 777 ed Airbus A380 a velocità di discesa. In meno di 1/200° di secondo, il drone si è disintegrato causando un guasto al motore. Lo studio mirava a determinare la propagazione dei detriti dopo l’impatto di un drone commerciale con un motore di un aereo di linea. I motori a reazione commerciali sono certificati contro l’impatto con uccelli, pioggia, grandine e ghiaccio fino a certi limiti. Tutti gli aerei di linea devono essere in grado di volare con un solo motore, ma le turbine sono certificate per l'ingestione di detriti molli e non per i materiali utilizzati per i droni. Modificare le turbine degli aerei di linea con le nuove specifiche sarebbe certamente costoso per le compagnie aeree. Verosimilmente, le contromisure si limiteranno all’applicazione ferrea dei divieti di sorvolo sugli aeroporti.

Commenti
Ritratto di host8965

host8965

Sab, 14/01/2017 - 13:10

Sono mesi che martellate l'opinione pubblica con questi inutili allarmismi : "l'isis ci ucciderà tutti, l'isis ha la bomba atomica, l'isis ci attaccherà con armi chimiche, l'isis avvelenerà le falde acquifere, l'isis stuprerà le nostre donne, eccetera". Di che c.... state parlando, nel concreto? E adesso ci venite a dire che gli aerei di linea saranno abbattuti con giocattoli telecomandati da 20 euro? Ma ci siete o ci fate?

soldellavvenire

Sab, 14/01/2017 - 13:24

mi sorprende che non venga vietata la vendita dei tir, attualmente assai più letali dei quadricotteri giocattolo: mi fa ridere quello che ha sparato un missile da 10k per buttar giù un giocattolo da 200€

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Tutankhamon

Sab, 14/01/2017 - 16:13

@soldellavvenire - Sab, 14/01/2017 - 13:24 - ha scritto: "mi fa ridere quello che ha sparato un missile da 10k per buttar giù un giocattolo da 200€" Che cavolo vuol dire? Che si poteva abbattere il drone a minor costo? Avvelenare un acquedotto con uno o due quintali di qualche cianuro costa, probabilmente, molto meno. Fare un bilancio “economico” di un atto terroristico in questi termini è una cretineria. Compiere il massacro di Charlie Hebdo, agli esecutori è costato all'incirca 18.000 €, di cui 10.000 per i kalashnikov, secondo Jean-Paul Rouiller, direttore del “Geneva Centre for Training and Analysis of Terrorism”. Terrorismo low cost, alla portata di tutti. E forse è per questo che costa molto tenergli botta. Vadi, soldellavenire, vadi.

Ritratto di Tutankhamon

Tutankhamon

Sab, 14/01/2017 - 16:50

@host8965 – Sab, 14/01/2017 - 13:10 – ha scritto: “ Sono mesi che martellate l'opinione pubblica con questi inutili allarmismi …. E adesso ci venite a dire che gli aerei di linea saranno abbattuti con giocattoli telecomandati da 20 euro? Ma ci siete o ci fate?” – Negli USA, L’NSA (National Security Agency), il National Park Service (NPS) e la Federal Aviation Administration (FAA) hanno stabilito che, nei giorni dell’insediamento di Trump, che Washington e le zone circostanti saranno no fly zone Drone. Anche loro, che ci siano o ci fanno?

ohibò44

Sab, 14/01/2017 - 18:32

complimenti a host8965 e soldellavvenire, avete la lungimiranza di un politico di rango

ohibò44

Dom, 15/01/2017 - 17:48

Perché le belle menti che ci governano non trattano i droni come armi imponendo il porto d’armi per il loro acquisto? Se non altro ci sarebbe un registro che potrebbe aiutare ad individuare i responsabili di un attentato anche se dubito possa servire per prevenirlo