La logica alla base della strategia mediatica dell’Isis

L'isis mira alla profondità strategica digitale elaborata nel documento Media Operative, You Are a Mujahid, Too, disponibile sulla rete. L'importanza delle App

L’Isis continua a sviluppare applicazioni ufficiali per Android, con un ritmo di due al mese. Ciò dimostra la priorità delle organizzazioni terroristiche nel campo della tecnologia social. Dimostrare di essere in grado di gestire app multimediali su più fronti, contribuisce a proiettare una legittima statualità. Una strategia elaborata nel documento Media Operative, You Are a Mujahid, Too, disponibile sulla rete.

Media Operative, You Are a Mujahid, Too

È una edizione riveduta ed aggiornata delle precedente guida pubblicata dallo Stato islamico nel 2014. 55 pagine che rappresentano la guida strategica jihadista, concepita per fornire gli strumenti essenziali per sfruttare la copertura dei media. L’uso della rete è essenziale sia per continuare ad attirare reclute che per preservare la lealtà dei seguaci. Nel documento si spiegano le ragioni dell’importanza dei media ed il ruolo di coloro che materialmente realizzano i messaggi, considerati alla stregua dei mujahidin.

E’ evidente l’obiettivo di tale struttura verbale: consacrare la partecipazione di un’altra frangia di guerrieri, classificandone il loro ruolo grazie al loro attivismo.

Grazie a questa nuova visione, la distinzione tra supporto ed appartenenza non esiste più. L'Isis si rivolge quindi ai propri sostenitori che possono contribuire alla causa con il minimo sforzo, favorendo l’assorbimento degli aspiranti sostenitori.

Il documento offre l’esortazione teologica e la consulenza strategica per gli operativi dei media. Testi come il Media Operative, You Are a Mujahid, Too, sono stati erroneamente giudicati come semplice propaganda dall’Occidente. Rappresentano, invece, dei validi strumenti per migliore la comprensione della logica alla base della strategia mediatica e di propaganda dell’Isis.

Il Media Operative, You Are a Mujahid, Too rappresenta un cambiamento nella strategia di comunicazione salafita-jihadista per tutte le future operazioni di informazione strutturate su tre linee guida.

Nel primo capitolo intitolato Date il lieto annuncio ai credenti, si spiega il concetto della narrazione alternativa.

Si consiglia di parlare della verità, intesa come “strumento per confutare le bugie dei crociati”.

“I messaggi dovranno incoraggiare e guidare, così da aprire gli occhi sul valore dell’esistenza dello Stato islamico. Il concetto di verità nei messaggi è particolare. I destinatari dovranno provare soddisfazione nel leggere o nell’ascoltare quei messaggi carichi di speranza. Appelli comunque generalizzabili, che dovranno tenere conto delle necessità quotidiane dei credenti e dei mujahidin sparsi nel mondo”.

L’obiettivo è quello di offrire una identità partecipativa, che rafforzi il concetto di califfato come organo rappresentativo per tutti i musulmani sunniti.

“Sarebbe opportuno raccontare alla gente un semplice e reale quadro della battaglia senza esagerazioni e bugie. Non possiamo nascondere gli aspetti negativi della vita, ma dobbiamo trasmettere anche tutte le sfaccettature positive dell’esistenza sotto lo Stato islamico”.

Il secondo capitolo “Contrastare e screditare la narrazione distorta promossa dall’Occidente”, è dedicato all’invasione intellettuale dei media occidentali. Fornisce le linee guida per “rispondere alla frenetica campagna dei media ed ai suoi modi ingannevoli per scoraggiare i musulmani”.

Si menziona l’arma della contro-propaganda, intesa come “serbatoio di argomenti e confutazioni per ripudiare le false affermazioni”.

Nella contro-propaganda si rileva il ruolo della linea intellettuale del gruppo “per contrastare le bugie quotidiane e la falsificazione professionalizzata dei moderni media occidentali”.

L’ultima parte del documento è dedicata ai proiettili della propaganda, nel capitolo “Le armi che fanno arrabbiare i nemici di Allah”.

“Se effettuate in modo efficace, le armi dei media possono essere più potenti delle bombe atomiche. Messaggi espliciti e vigorosi, spezzeranno il morale del nemico”.

E’ interessante notare l’importanza della parola bomba, intesa non più nel senso letterale del termine, ma in riferimento all’importanza nelle operazioni dei media. Elevando tali operazioni alla stregua delle deflagrazione di un ordigno bellico sul campo, se ne consacra il loro ruolo e l’attivismo.

“I media offrono un modo per intimidire, minacciare obiettivi sensibili civili e militari, così da spingere gli avversari ad agire in modo irrazionale. I messaggi devono essere calibrati per scioccare il pubblico che supporta i militari all’estero”.

L’importanza delle App

Le applicazioni sono strumenti preziosi non solo per reclutare, ma anche per fornire canali stabili di informazioni al di fuori degli account dei social media, spesso bloccati dagli amministratori. Per queste ragioni, tali progetti per adulti e bambini continueranno a diffondersi. Tutte le applicazioni iOS devono prima passare attraverso un rigoroso processo di approvazione da parte di Apple. Allo stesso modo Google, prima di renderle disponibili per il download sul Play Store ufficiale per le applicazioni Android. Tuttavia, la differenza principale tra i dispositivi iPhone ed Android è che quest'ultimo consente agli utenti di creare e installare nuove applicazioni anche al di fuori del suo App Store designato. A differenza di iOS, le applicazioni Android possono essere create ed installate in modo indipendente (come file APK) senza mai entrare nel Google Play Store. Con questa tecnica, conosciuta come sideloading, si bypassano i parametri di sicurezza standard. L’Isis ha riconosciuto la diffusione sulla rete di false app contenenti malware, con la pubblicazioni di diversi messaggi e procedure per l’autenticazione delle applicazioni.

La profondità strategica digitale

La propaganda è essenziale per la sopravvivenza dell’Isis, sia come gruppo che come idea per coltivare quella profondità strategica digitale. È un meccanismo prezioso con il quale far valere l’acquiescenza nel suo proto-Stato ed un’arma penetrante con cui affermare la propria egemonia terroristica all’estero. Negli anni a venire, servirà come bandiera attorno alla quale i veri credenti del califfato si raduneranno, una volta perduti i territori.

Commenti

DemyM

Mar, 04/04/2017 - 11:32

Bisogna eliminare l'enorme flusso di denaro che ricevono dai vari finanziatori. Solo cosi si puo limitare il loro potenziale mediatico.

soldellavvenire

Mar, 04/04/2017 - 13:10

la strategia mediatica dello ISIS è sfruttare i mezzi di comunicazione come amplificatore, e questo giornale è tra i migliori, a livello di sospetta connivenza ma di certa reciprocità come se ci fosse un patto sottinteso tipo "io fornisco la paura, tu la diffondi e in cambio puoi usarla per i tuoi scopi"

agosvac

Mar, 04/04/2017 - 13:11

Quest'articolo parla di anni per sconfiggere il terrorismo islamico. Questo era vero prima, non ora. Infatti un'azione congiunta USA/RUSSIA sconfiggerebbe il terrorismo in pochissimo tempo e malgrado questa presunta superiorità digitale. Una volta eliminato il califfato basterebbe lavorare di cesello per eliminare i focolai, principalmente quelli dei "convertiti" che, a mio parere, restano i più pericolosi.