E l'Onu approva le sanzioni contro le "superstar" del jihad britannico

Quattro terroristi nel mirino delle Nazioni Unite. Tra di loro anche la scozzese responsabile per il reclutamento di molte giovani donne

Il numero dei foreign fighter che vanno a ingrossare le fila del sedicente Stato islamico non è in diminuzione. A dirlo sono i piani alti delle Nazioni Unite, dove Obama ha annunciato oggi l'ingresso di tre nuovi Paesi nella coalizione anti Isis che conta ormai 60 partecipanti, fiducioso in una soluzione della crisi in atto in Siria e in Iraq.

I raid contro le posizioni jihadiste continuano, con una seconda, più piccola, coalizione guidata da Mosca che da qualche tempo agisce di concerto contro il terrorismo, ma il rischio che nuove leve possano partire per i teatri del jihad non è da sottovalutare e vanno in questa direzione le sanzioni promosse oggi dalle Nazioni Unite.

Nel mirino dell'Onu ci sono quattro cittadini britannici, i primi per i quali Londra chiede una misura del genere in un decennio, secondo quanto si dice a Downing Street. Fondi bloccati e divieto di espatrio per ognuno di loro, volti tristemente noti al pubblico.

Le sanzioni approvate colpiranno la 46enne Sally-Anne Jones, ex musicista convertita all'islam che in Siria era andata per raggiungere il marito, Junaid Hussain, ucciso in un attacco drone degli Stati Uniti. C'è poi Nasser Muthana, uno dei primi britannici a comparire nei video di propaganda del sedicente Stato islamico, jihadista come il fratello Aseel.

Gli ultimi due sono Abu-Said al-Britani, ex miliziano di al-Qaida in Siria, poi passato con l'Isis. E infine Aqsa Mahmood, una scozzese partita quando era appena maggiorenne, nota come colei che ha aiutato molte giovani donne a raggiungere i territori tenuti dai jihadisti.