L'ultima grana per Hollande: notai e farmacisti in rivolta

Non piace la riforma delle "professioni liberali": il governo le considera monopolio di un gruppo di "privilegiati". Sciopero il 30 settembre, medici e avvocati compresi

Due milioni di lavoratori coinvolti. Nell'unico settore che, in tempi di crisi, continua a creare opportunità di occupazione. L'ultimo duello della presidenza Hollande è una sfida contro un esercito di notai, avvocati e farmacisti considerati i «privilegiati» di Francia e additati come responsabili della perdita di potere d'acquisto dei loro concittadini. Trentasette «professioni liberali» sono nel mirino dall'esecutivo, che vuole rimettere mano alle tariffe, per abbassarle, aprire alla concorrenza per rompere i monopoli e chiudere l'epoca dei «numeri chiusi» per evitare che una professione diventi appannaggio di pochi operatori o addirittura eredità familiare. «Sarà la battaglia dei moderni contro gli anziani, dell'audacia contro il conformismo, la battaglia contro i rivoluzionari dello statu quo», aveva dichiarato l'ex ministro dell'Economia Arnaud Montebourg, novello Robin Hood intento a rimettere nelle tasche dei francesi 6 miliardi di euro prima di essere silurato per eccesso di gauchisme ed essere sostituito dal più liberale Emmanuel Macron nel rimpasto di governo, il Valls II, che martedì sarà al vaglio dell'Assemblea nazionale. Eppure, nonostante il cambio di uomini, la politica del governo socialista resta immutata. Almeno sul piano della riforma per la deregulation delle professioni regolamentate. Se Montebourg puntava il dito contro avvocati, ufficiali giudiziari (che in Francia sono liberi professionisti) e chirurghi dentali, accusandoli di applicare tariffe troppo alte, il suo successore Macron va dritto per la stessa strada in nome dell'apertura al mercato. Il risultato è che, ancora prima di aver ottenuto la fiducia in Parlamento - tra l'altro minacciata dalla fronda dei socialisti duri e puri che non condividono la svolta «liberal» del governo - il ministro Macron ha già contro molti di quei professionisti che dovrebbero sostenerlo nell'era della svolta a destra di Hollande e Valls. I sindacati di categoria sono più che sul piede di guerra. Hanno votato all'unanimità il via libera a una mobilitazione senza precedenti prima che il testo della riforma approdi in Assemblea, probabilmente per novembre, e hanno convocato per il 30 settembre la «prima giornata senza professioni liberali». Tutto chiuso, farmacie e uffici notarili, con i medici coinvolti che si occuperanno solo di urgenze. Sono loro i nuovi «berretti rossi», come gli agricoltori e autotrasportatori che l'anno scorso scesero in piazza contro le imposte di Hollande ispirandosi alla rivolta bretone contro l'aumento delle tasse di Luigi XIV. Nel frattempo, i professionisti presi di mira appoggeranno la manifestazione degli ufficiali giudiziari di domani e quella dei notai di mercoledì.

«Altro che 35 ore, noi ne lavoriamo 58 a settimana. Come ci possono considerare dei privilegiati, professionisti che vivono di rendita?», chiede infuriato al Figaro un giovane chirurgo dentale. «Ignorano le vere cause della caduta del potere q'acquisto dei francesi: l'aumento della disoccupazione, la crescita delle spese e delle imposte», commenta un notaio.

Sarà un autunno caldo per Hollande, a rischio di scivolare sotto la cifra doppia nei sondaggi e forse anche per questo sempre più impegnato a trovare visibilità internazionale nella lotta al terrorismo al fianco degli Stati Uniti. Nelle ultime ore il presidente è volato a Bagdad per appoggiare il nuovo governo iracheno contro i jihadisti dell'Isis mentre in casa si prepara la rinascita del centrodestra. L'ex presidente Nicolas Sarkozy è pronto ad annunciare il suo ritorno dopo il voto di fiducia di martedì al secondo governo Valls e dopo la conferenza stampa semestrale di giovedì all'Eliseo. «Hollande non controlla più niente», avrebbe detto ai suoi fedelissimi, convinto di avere dalla sua l'80 per cento del partito, l'Ump. La strada sembra davvero spianata.

Commenti
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Zagovian

Dom, 14/09/2014 - 11:00

Anche in Francia,le "caste",sono dure a mollare i loro privilegi!!

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Memphis35

Dom, 14/09/2014 - 11:01

Il solito vizietto della gauche: l'odio di classe. Ma budino, questa volta, ha pisciato controvento.

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Memphis35

Dom, 14/09/2014 - 11:02

Il solito vizietto della gauche (d'oltralpe e nostrana): l'odio di classe. Questa volta, però, Budino ha pisciato controvento.

Gianca59

Dom, 14/09/2014 - 12:26

Interessante vedere come va a finire in Francia dopo la vergognosa retromarcia di Monti qui in Italia …..

michele lascaro

Dom, 14/09/2014 - 16:42

Questo modesto impiegato di partito, assurto, suo malgrado, a presidente di una grande nazione, manifesta sempre più la sua pochezza. Forse quest'ultimo atto è una reazione scomposta al libro della Rothweiler, ma non ci sono giustificazioni logiche.

fabrizio de Paoli

Dom, 14/09/2014 - 20:36

Deregolamentare il mercato è SEMPRE una cosa POSITIVA, mi sembra però molto strano che lo voglia fare un comunista, c'è qualcosa che non torna, c'è qualcosa che ancora non sappiamo.