L'ultimo attentatore di Parigi era schedato, ma con il porto d'armi

Adam Dzaziri, l'attentatore degli Champs Elysèes, aveva il porto d'armi pur essendo schedato come radicalizzato. Lo ha ammesso il premier francese Philippe

"Nessuno può essere soddisfatto se qualcuno che era schedato dalle agenzia di sicurezza poteva disporre di un porto d'armi". Queste le parole del primo ministro francese Edouard Philippe, in riferimento alla posizione quantomeno "ambigua" di Adam Dzaziri, l'attentatore degli Champs-Élysées morto a Parigi nell'attacco con bombole a gas a una camionetta della polizia.

Il 31enne tunisino, già noto alle autorità francesi - il suo nome era schedato nel dossier "S" dei radicalizzati - era autorizzato a possedere armi da fuoco. Una lacuna gravissima che il premier francese ha ammesso martedì mattina nella conferenza stampa di Parigi successiva all'attacco sulla più nota e importante via della capitale transalpina.

Secondo quanto spiegato da Philippe, Dzaziri possedeva un regolare porto d'armi pur essendo stato segnalato da diverso tempo come elemento potenzialmente pericoloso. La licenza gli era stata concessa in passato, quando lavorava come sorvegliante.

Dzaziri, al volante di un'auto, si era diretto volontariamente contro un furgone della polizia sugli Champs-Élysées. Il veicolo era esploso dopo l'urto contro la camionetta delle forze dell'ordine. La vettura avrebbe avuto al suo interno bombole di gas e che l'attentatore, gravemente ferito, sarebbe stato armato.

Il ministero degli Interni ha ammesso che "si è trattato di terrorismo" e di "un attacco deliberato contro la Gendarmerie". L'attentato era avvenuto davanti al commissariato dell'VIII arrondissement, a poche centinaia di metri dall'Eliseo.

In tutto il Paese si era scatenato il panico per il nuovo attacco terroristico, ma fortunatamente era morto solo l'attentatore.

Nel frattempo la Francia si prepara a un importante atto istituzionale. Dopo avere presentato le sue dimissioni al presidente Macron, Edouard Philippe è stato rinominato primo ministro dal presidente Macron. Domani sarà resa nota la composizione del nuovo governo.

Come da tradizione, dopo le elezioni parlamentari il premier aveva rimesso il suo incarico nelle mani del presidente: si prevede un "rimpasto tecnico" per la compagine governativa.

Commenti

Giorgio Colomba

Mar, 20/06/2017 - 14:36

Nel lasciare indifesi i cittadini onesti e permettere che si armino i criminali abbiamo fatto scuola anche Oltralpe.

ziobeppe1951

Mar, 20/06/2017 - 14:57

Come in itaglia