Macron sbugiardato: la Francia vende armi ai sauditi per 11 miliardi

Macron aveva detto che l'Arabia Saudita non era un grande cliente dell'industria bellica francese. Ma il parlamento lo ha smentito: ha preso 1,2 miliardi l'anno dal 2009

L'omicidio di Jamal Khashoggi, il giornalista ucciso e fatto a pezzi nel consolato saudita di Istanbul, mette in dubbio la politica occidentale nei confronti dell'Arabia Saudita e anche di Emmanuel Macron. La Germania ha chiesto di sospendere i nuovi contratti per la vendita di armi a Riad. Ma dall'Europa è arrivato un sostanziale "no". E il motivo è che le aziende europee hanno esportato armi e sistemi bellici ai sauditi per almeno 57 miliardi di euro. La Spagna ha già detto che vuole rispettare gli accordi. E adesso, le informazioni date dal parlamento francese fanno capire anche la ragione per cui la Francia non volterà del tutto le spalle alla monarchia araba.

Come ha scritto il quotidiano francese Le Monde, il presidente Macron aveva detto che era falso dire che "l'Arabia Saudita oggi è un grande cliente della Francia". Ma la verità, come dimostrato dai numeri esposti dall'organo legislativo francese, è totalmente diversa. Macron ha mentito.

E a smontare la sua tesi sono le cifre ufficiali della Difesa. Riad è il secondo più grande cliente delle società francesi del settore della Difesa dopo l'India. Secondo la relazione al Parlamento del 2018 sulle esportazioni di armi, "sono stati convalidati oltre 11 miliardi di euro di ordini sauditi in nove anni, in media 1,2 miliardi di euro all'anno". Così, anche se la Francia non andrà alla Davos del deserto, il Forum degli investimenti che si tiene in territorio saudita, di fatto è impossibile pensare che Parigi si sganci dei petroldollari di Riad.

E proprio per questo motivo, Macron si è preoccupato di organizzare entro la fine di quest'anno una visita nella capitale saudita, proprio per confermare i contratti già siglati da Francia e monarchia wahabita. Pecunia non olet. E se non lo è per nessuno, tantomeno per la Francia. Che sulla vendita di armi in Medio Oriente si gioca gran parte della sua strategia diplomatica.