Malesia, l'ex primo ministro Najib Razak arrestato per corruzione

L'ex primo ministro della Malesia, Najib Razak, è stato arrestato oggi con l’accusa di appropriazione indebita di 628 milioni di dollari da un fondo sovrano

L'ex primo ministro della Malesia Najib Razak è stato arrestato oggi con l’accusa di appropriazione indebita di 628 milioni di dollari, l'equivalente di circa 640 milioni di euro, dal fondo sovrano 1Malaysia Development Berhad (1MDB), creato poco dopo il suo arrivo alla guida del paese nel 2009.

Le indagini nei confronti di Najib Razak sono scattate poco dopo le elezioni legislative, tenutosi lo scorso 9 maggio in Malesia, nelle quali la coalizione di Razak (al potere dal 1957, anno dell’indipendenza malese) è stata sconfitta dal 93enne Mahathir Mohamad.

Una volta tornato alla guida dell’esecutivo malese, l’attuale primo ministro Mohamad ha deciso di riaprire le indagini sul furto dei soldi dal fondo 1MDB, inchiesta insabbiata dal precedente governo diretto proprio da Najib Razak.

L’intenzione del nuovo governo è di voler recuperare i fondi sottratti e destinati inizialmente alla tanto promessa modernizzazione del paese. Attualmente la sola città malese moderna e avanzata tecnologicamente, tanto da poter esser confrontata con una metropoli occidentale, è la capitale Kuala Lumpur, dove vivono circa 7.5 milioni di abitanti. Il resto del paese è ancora in via di sviluppo e sta vivendo un lento miglioramento infrastrutturale e tecnologico, ancorato però alla difficoltà di una reale modernizzazione anche per quei villaggi agresti sperduti a ridosso del confine con la Thailandia.

L’arresto del ex premier Razak ha messo la parola fine a una serie di indagini iniziate nel 2015 dal pubblico ministero malese che vedeva implicata nella vicenda anche l’ex first lady del paese, Rosmah Mansor, compagna di Razak.

Najib Razak sarà consegnato alla giustizia nella giornata di domani e sarà incriminato sulla base di queste accuse, come ha dichiarato la Commissione anticorruzione del paese.